In Brasile vince Bolsonaro: allarme sui diritti di Human Rights Wach

Ha vinto con 55,29% contro il 44,71% del leader di sinistra Haddad, e da oggi, dopo 13 anni, il Brasile vira completamente a destra, verso un passato che forse in troppi hanno dimenticato. Bolsonaro ha già pronti i ministri: Paulo Guedes alle Finanze, il generale Augusto Heleno alla Difesa, Onyx Lorenzoni come primo ministro. Una vittoria che dall’Italia il ministro degli interni Salvini saluta con entusiasmo dichiarando che “l’amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte”, e auspicando il ritorno “in Italia del terrorista rosso Battisti”, già promesso da Bolsonaro dopo la vittoria la primo turno.

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Ma non tutti sono contenti: “La folla si è riversata in strada con fuochi, macchine e bandiere – dice Eloà Do Santos  – ma nei quartieri di sinistra, sono arrivati già gruppi di fascisti che hanno cominciato a picchiare chi era per strada. E per le donne sarà ancora peggio, da oggi noi avremo paura di girare da sole”. Per Human Rights Watch Bolsonaro presidente del Brasile significa la messa in pericolo dei diritti umani e della democrazia: un uomo che durante la sua campagna elettorale, che si è consumata sui social con fake contro il rivale e con un investimento di milioni di cui ancora non si sa la provenienza, ha lanciato dardi contro le donne, i gay, i rifugiati e i media indipendenti, promettendo l’entrata di investimenti stranieri nell’enorme giacimento di petrolio a largo del Brasile e nell’Amazzonia che non godrà più delle protezioni speciali di cui ha goduto finora.

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Per HRW Bolsonaro “è un membro del Congresso a favore della tortura” che “assumerà la carica di presidente del Brasile il 1 ° gennaio 2019” dopo “una campagna segnata da violenze politiche” e facendo vittime tra “lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), donne e afro-brasiliani”. Prima del ballottaggio è stato ucciso il capoerista Romualdo Rosário da Costa per aver dichiarato il proprio voto di sinistra in un bar a Salvador e una transgender è stata ammazzata a São Paulo.

“Più di 140 giornalisti che hanno coperto le elezioni –  scrive HRW – sono stati molestati, minacciati e in alcuni casi attaccati fisicamente, come ha rilevato l’Associazione brasiliana del giornalismo investigativo (Abraji)”. Ma “Il Brasile ha giudici indipendenti, pubblici ministeri impegnati e difensori pubblici, coraggiosi giornalisti e una vivace società civile – ha dichiarato José Miguel Vivanco , direttore di Human Rights Watch America –  e ci uniremo a loro nella lotta contro qualsiasi tentativo di erodere i diritti e le istituzioni democratiche che il Brasile ha faticosamente costruito negli ultimi tre decenni”.

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HRW fa notare ancora che Bolsonaro nella sua carriera “ha appoggiato pratiche abusive che minano lo stato di diritto e ha difeso la dittatura”, e che durante la campagna presidenziale ha detto che non avrebbe accettato i risultati delle elezioni a meno che non avesse vinto aggiungendo: “spareremo” ai sostenitori del Partito dei Lavoratori e ai “fuorilegge di sinistra“. Ma Bolsonaro ha anche minato lo stato di diritto, dicendo che “la dittatura militare del Brasile (1964-1985) ha commesso un errore torturando le persone quando avrebbe dovuto ucciderle , riferendosi anche a uno dei peggiori torturatori della dittatura come a un “eroe”, e dicendo che la polizia avrà carte bianca “per uccidere criminali sospetti”. Famose sono poi le sue dichiarazioni apertamente razziste, omofobiche e misogine, con cui ha paragonato gli afro-brasiliani al bestiame, i rifugiati a “la feccia“, dicendo a una parlamentare avversaria “non ti stupro perché non te lo meriti”. Infine il neo presidente  ha avvertito che agirà contro le organizzazioni della società civile e penalizzerà i media mettendo fine a “tutto l’attivismo” e trattando i membri delle associazioni di contadini senza terra come “terroristi”.

Per questo “Human Rights Watch monitorerà da vicino le azioni del governo di Bolsonaro – ha detto Vivanco – in difesa dei diritti umani per tutti i brasiliani, a prescindere da sesso, orientamento sessuale, razza, credo politico o religione”.

Un pensiero su “In Brasile vince Bolsonaro: allarme sui diritti di Human Rights Wach

  1. Non mi dite che dico una cosa misogina, ma le donne avevano tutto l’interesse a impedire questa vittoria, e nel modo più semplice, e non l’hanno fatto. Un voto di massa delle donne avrebbe sconfitto Bolsonaro. Perché non c’è stato? Il clima di violenza era tale che molte hanno avuto paura di andare a votare?

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