Le donne nei Vangeli: Maria, Maddalena e il ruolo della Chiesa

Intervista a Alberto Maggi, teologo, biblista e autore del libro "Bernadette - La vera storia di una santa imperfetta"

Luce Tommasi
Luce Tommasi
Giornalista per Radio Amnil Network, curatrice della rubrica "Luce sui fatti", ha lavorato per 21 anni a Rainews 24.



C’è un film muto del 1923, “The untameable”, che in italiano è stato distribuito con “Chi dice donna dice danno”, rendendo popolare questa espressione che in realtà risale a metà ‘600, quando fu attaccata al Pasquino, la statua romana. “Chi dice donna, dice danno / chi dice femmina, dice malanno / chi dice Olimpia Maidalchina, dice danno malanno e rovina”.

Alberto Maggi

Un testo del quale noi utilizziamo solo la parte iniziale. Un avvertimento pubblico a Papa Innocenzo X per fargli sapere che il popolo romano odiava sua cognata. Ma è solo uno dei tanti modi di dire, misogini e sessisti, come “Auguri e figli maschi” per cui, se il maschio è un augurio, è chiaro che la femmina non lo è. E potremmo andare avanti con questi modi di dire che sono la punta dell’iceberg, non solo del persistente quadro della condizione femminile nella società, ma anche della grande responsabilità della Chiesa che, dopo duemila anni dalla venuta di Gesù che liberò le donne dalla loro condizione di sottomissione, ancora non ne riconosce l’importanza. La pensa così frate Alberto Maggi, teologo e biblista, fondatore del Centro Studi Biblici “Giovanni Vannucci” di Montefano che un po’ di tempo fa ha scritto “Bernadette – La vera storia di una santa imperfetta” (Garzanti).

Maggi, che posto occupano le donne nei Vangeli?

Erodiade

I personaggi maschili nei Vangeli sono nella stragrande maggioranza negativi. Gli stessi discepoli vengono presentati ottusi e ostili a Gesù. Anche durante l’ultima cena, dopo la comunione, anziché ringraziare si mettono a discutere violentemente tra loro su chi sia il più importante. Al contrario, i circa venti personaggi femminili dei Vangeli sono tutti positivi, eccezione fatta per le due donne legate al potere: quella che lo desidera, l’ambiziosa madre dei figli di Zebedèo e quella che lo detiene, Erodiade, adultera e assassina.

E quali sono quelle che spiccano?

Cronologicamente e qualitativamente la madre di Gesù, Maria, grande perché ha saputo coraggiosamente diventare discepola del figlio, e Maria di Magdala, prima testimone e annunciatrice della risurrezione.

Le donne hanno un ruolo guida?

Maria

Sono le donne quelle che per prime riconoscono in Gesù il Messia inviato da Dio, quelle che sono capaci di seguirlo fedelmente e quelle presenti al momento della crocifissione, secondo i Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Sono le donne ad incontrare per prime il Cristo risuscitato e ad annunciarlo ai discepoli che però non credono perché la testimonianza di una donna non era credibile, e ritardando così l’incontro con il Risorto.

Da dove nasce la difficoltà a dare un ruolo positivo alle figure femminili?

Maria Maddalena

Nel libro della Genesi esistono due racconti della creazione della donna. La prima, nata all’interno di circoli teologici profetici più aperti rimarcando la totale parità tra l’uomo e la donna, entrambi a immagine di Dio. L’altra narrazione, sorta all’interno di circoli sacerdotali conservatori, afferma che Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò, gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. In questa seconda narrazione la donna era chiaramente inferiore. Nella tradizione religiosa di Israele la narrazione più aperta venne accantonata, e accolta quella conservatrice, con una forte componente di misoginia.

La resistenza della Chiesa è ancora oggi un retaggio duro da superare?

La morte di Maria (Caravaggio)

Nel processo di riabilitazione delle donne dei Vangeli, Papa Francesco ha elevato la semplice memoria liturgica di Maria Maddalena a festa, proprio come per gli altri apostoli, riconoscendola “apostola degli apostoli” come l’aveva definita san Tommaso. Il Papa ha messo così la parola fine all’equivoco causato da papa Gregorio Magno che aveva identificato Maria di Magdala nell’anonima peccatrice di Luca creando la figura della Maddalena pentita ai piedi della croce ma sminuendo di fatto la sua importanza all’interno del gruppo dei discepoli del Cristo.

Bernadette è una santa imperfetta a cui lei ha dedicato addirittura un libro.

Bernadette

Bernadette Soubirous è una donna libera, indipendente, autonoma, audace e anche sfrontata. Troppo normale per essere una santa. Fin dall’inizio si è cominciato a mistificare la sua figura facendone un santino, quello della pastorella che vede la Madonna. Lo scopo del mio studio è di restituire Bernadette alla sua grandezza, liberandola da tutto quel che su di lei è stato aggiunto offuscando la sua statura.

Che ruolo hanno avuto le donne nella sua vita?

Ho avuto la grande fortuna di avere come madre una donna libera, coraggiosa, capace di sfidare il pericolo, al tempo della guerra, per aiutare soldati a sfuggire dalle retate dei nazisti, una donna straordinariamente generosa. E soprattutto non è mai stata una chioccia, ma ha sempre spinto me e mia sorella a crescere autonomi e liberi.

Un messaggio per tutte le donne?

Auguro loro il coraggio di ribellarsi, di andare contro corrente, infrangere senza alcuna esitazione scrupoli, regole, modalità, situazioni che impediscono di essere quel che veramente sono.

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