Il femminicidio non va in ferie: le norme approvate e poi dimenticate

Che fine ha fatto il pacchetto annunciato dalla ministra delle Pari opportunità Eugenia Roccella a gran voce dopo il caso terribile di Giulia Tramontano, e poi approvato di gran lena dal Consiglio dei Ministri il 5 giugno scorso?

Rosanna Oliva
Rosanna Oliva
Presidente della Rete per la Parità, Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana.



Come Rete per la Parità ringraziamo La Stampa per la grande attenzione che dedica al tema del contrasto alla violenza contro le donne che, giorno dopo giorno, assume aspetti sempre più drammatici ed inquietanti. Abbiamo letto proprio ieri l’articolo a firma di Linda Laura Sabbadini che invita a tenere alta l’attenzione sul tema con fondate argomentazioni. Condividiamo, inoltre, pienamente, quanto esposto da Elisa Ercoli, Presidente di Differenza Donna, nell’appello del 31 luglio scorso.

La violenza sulle donne come priorità

Eugenia Roccella

La Rete per la Parità, Associazione di promozione sociale, che dal 2010 persegue l’obiettivo della parità formale e sostanziale uomo-donna sancita dalla nostra Costituzione, ha sempre posto il tema della violenza contro le donne tra quelli di prioritaria rilevanza e ha monitorato nelle varie legislature l’impegno assunto al riguardo dal Governo e dal Parlamento. In particolare, ha seguito anche il DDL approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 giugno scorso, iniziativa lanciata con grande enfasi dai Ministri Pari Opportunità, Giustizia e Interno.

Il disegno di legge sospeso per ferie

Giulia Tramontano

Al riguardo l’8 giugno Rete per la Parità ha diramato sul proprio sito e sui social, una nota di commento riguardante l’iter del provvedimento, il suo contenuto e le integrazioni indispensabili, e ha sostenuto l’urgenza di rendere operativa la Commissione Parlamentare di indagine sul femminicidio. Un’anticipazione dell’iniziativa del Governo è stata pubblicata sul sito della Presidenza del Consiglio e oggetto delle dichiarazioni dei tre Ministri che si auguravano un sollecito iter del provvedimento in Parlamento.

In realtà se c’è qualcuno da sollecitare è proprio il Governo, perché a distanza di circa due mesi, il DDL di iniziativa governativa non risulta ancora tra quelli all’esame delle Camere

Il Parlamento sta per andare in ferie, ma in ferie non vanno certo le donne sottoposte a violenza e al rischio di essere uccise. Anche il Governo per tradizione non va in ferie e, come Rete per la Parità, non vogliamo neanche immaginare che alla ripresa dei lavori il DDL non sia stato ancora depositato. Sarebbe questa la dimostrazione che il Governo ha altre priorità e sul contrasto alla violenza si limita agli annunci.

La Commissione d’inchiesta sul femminicidio

Nel frattempo, le Camere hanno insediato la Commissione parlamentare di indagine sul femminicidio, a distanza di cinque mesi dalla legge istitutiva (febbraio 2023) e dopo essere stata annunciata con molta enfasi proprio in occasione del 25 novembre 2022, giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne.

Invece la Commissione è diventata operativa solo il 27 luglio con l’elezione dell’Ufficio di Presidenza. Anche in questo caso, però, la situazione appare preoccupante

Martina Semenzato

Nonostante la positiva esperienza nella scorsa legislatura della Commissione di indagine sul femminicidio istituita presso il Senato avesse dimostrato che l’unanimità è necessaria nell’impegno su un tema così vasto, trasversale e importante come la violenza contro le donne, questa nuova Commissione bicamerale parte col piede sbagliato. La Presidente Martina Semenzato di Noi Moderati è stata, infatti, eletta senza la partecipazione al voto delle parlamentari del Movimento 5 Stelle. La Commissione doveva andare alle opposizioni, ma questa maggioranza ha voluto farla propria. La Rete per la Parità si augura, che la Commissione possa, nonostante tutto, lavorare efficacemente come la precedente.

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L’articolo di Rosanna Oliva de Conciliis è stato pubblicato il 7 agosto su La Stampa

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