La Casa internazionale delle donne ha 20 anni: finisce l’incubo Raggi

Giornata di festeggiamenti al Buon Pastore che ha rinnovato la convenzione con il nuovo sindaco di Roma, Gualtieri

Loretta Bondì
Loretta Bondì
Giornalista, è stata Alta funzionaria Onu, e oggi è redattrice di Funambole RadioAttive.



“Venti di femminismo”, un titolo in cui la parola “venti” deve essere interpretata sia in senso numerico, che in senso atmosferico. La Casa Internazionale delle Donne di Roma (CID) ha celebrato oggi, sabato 11 dicembre, i venti anni dalla stipula del patto con il Comune di Roma che affidò alle femministe della città l’utilizzo di gran parte del complesso monumentale del Buon Pastore in Trastevere per svolgervi attività politiche, sociali e culturali. Ma la CID promette anche di continuare a operare sulla scia di correnti eoliche battagliere, rigeneranti e innovative.

venti in cui si percepisce anche il sospirone di sollievo che La CID ha finalmente potuto tirare dopo anni di incertezza dolorosa

La nuova firma per il patto della Casa con il Comune di Roma

Virginia Raggi

Proprio all’inizio del mese di dicembre 2021 ha firmato infatti il contratto che le affida la gestione di questo luogo fondamentale per la libertà e l’autonomia delle donne in regime di comodato d’uso gratuito e per 12 anni, ovvero un arco di tempo lungo abbastanza da consentire una progettazione di respiro e non una corsa a ostacoli. Il calvario sul futuro destino della CID, innescato a opera della giunta Raggi con un’ingiunzione al pagamento del canone d’affitto arretrato, si è dunque concluso. Lieto fine dovuto sia alla strenua resistenza delle attiviste che alla decisione del parlamento nell’estate del 2020 di estinguere il debito della CID in riconoscimento del valore delle attività del suo consorzio. Il parlamento riconobbe, inoltre e crucialmente, la possibilità di usufruire a titolo gratuito di beni immobiliari e strutture del patrimonio pubblico da parte di associazioni femministe e femminili. Il significato di questa “doppietta” istituzionale e le importanti implicazioni che potrà avere per le attiviste italiane non poteva essere più chiaro.

Eppure ci sono voluti ancora molti mesi, lunghe trattative e, alla fine, un cambio di guardia in Campidoglio, affinché l’iter avviato due estati orsono si concludesse in un brumoso, ma promettente inverno

Il nuovo sindaco e la nuova giunta

Roberto Gualtieri

I segnali di un cambiamento di rotta si erano rafforzati a novembre con la visita alla CID del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e delle assessore Sabrina Alfonsi e Monica Lucarelli. Presente anche la neo presidente della Commissione Pari Opportunità del Campidoglio, Michela Cicculli. Battendo il ferro caldo, Cicculli ha annunciato la convocazione della prima riunione della sua commissione, di concerto con l’omonima commissione della Regione Lazio, il 13 dicembre sempre alla Casa: “Si intende in questo modo favorire il dialogo interistituzionale e l’ascolto di chi opera sul campo, che ci auguriamo possa continuare a fornire le migliori basi per permettere alle istituzioni presenti di lavorare in supporto alla rete antiviolenza attiva sul territorio,” ha dichiarato Cicculli, esponente di Sinistra Civica Ecologista e attivista di Lucha y Siesta, un altro luogo delle donne la cui chiusura era stata scongiurata grazie alla costante opposizione delle donne e a un intervento della Regione Lazio.

Quali le sfide da affrontare

Premesse davvero incoraggianti, certo, ma alla CID si è ben consapevoli che le sfide da affrontare sono enormi. La pandemia le ha aggravate e continua a sferzare le donne in termini di costi, oneri, responsabilità, accresciute vulnerabilità economiche e sociali. Problematiche queste che balzano agli occhi e che il nuovo sportello sociale della CID affronta ogni giorno con servizi e supporto dedicati.  C’è da contrastare, inoltre, la recrudescenza di una destra militante che ha eletto come cavallo di battaglia l’attacco ai diritti delle donne e delle comunità LGBTQ+ in Italia e altrove, e le esitazioni di una parte della sinistra schiacciata su una visione del neo-liberismo come vascello plausibile nelle acque procellose di crisi infinite (finanziare, economiche, politiche, di salute pubblica).

Partire da sé e dalla centralità delle relazioni rappresenta quindi non solo una buona pratica femminista, ma anche una bussola affidabile

Un nuovo programma con “venti” di novità

La CID lo fa con un programma che da oggi in poi terrà insieme passato e futuro. Lancerà, infatti, l’archivio digitale con “migliaia di immagini, testimonianza delle idee, dei conflitti, delle esperienze delle tante donne che nel corso degli anni hanno contribuito a cambiare la nostra vita,” materiale che sarà quindi fruibile dalle utenti online. Facendo tesoro di tutte le donne che hanno contribuito a sostenere le sue attività, le sue campagne e le sue mobilitazioni, e guardando ad interlocutrici future, la CID aprirà, a seguire, lo spazio ad una comunità digitale che includa reti (consolidate e in divenire), organizzazioni singole e persone individuali.

Senza tralasciare una riflessione a più voci proprio sul tema dell’intreccio tra eredità e prospettive. L’impegno, naturalmente, è un moto perpetuo che tra gli obiettivi prossimi venturi include l’attrazione di nuove generazioni di militanti per il passaggio di testimone, unitamente al potenziamento della visibilità e forza di impatto di comunità di nuove italiane. L’arco temporale da descrivere, s’intende, non è solo quello di una celebrazione, di un contratto, di una convenzione, ma “tutto ciò che serve” una volta per tutte a beneficio delle donne.

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