“Bambini sottratti”, prelevati, messi in casa famiglia e spariti nel nulla

Una madre vede portare via il figlio dopo averlo portato da una psicologa per aiutarlo

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“Bambini sottratti” è la settima puntata dell’inchiesta “Crimini invisibili”, dove una madre già vittima di violenza domestica, pur riuscendo a separarsi dal marito, rimane intrappolata nel contorto groviglio dei tribunali che ordinano di prelevare a sua insaputa il figlio dalla scuola per portarlo in una casa famiglia dove rimarrà per 4 anni per poi fuggire e tornare a casa con mezzi di fortuna.

La storia

Lei è una donna che per mantenere i figli lavora sodo, mentre il marito ruba e la maltratta, denigrandola davanti i figli e picchiandola ogni volta che torna a casa dopo essere stato in carcere. Alla fine però lei si decide, e lo butta fuori casa separandosi definitivamente. Un atto che non basta a salvarla dalle grinfie della violenza istituzionale che si insinua quando porta il figlio, vittima di bullismo a scuola, in un centro dove è seguito da una psicologa per cercare di aiutarlo a superare la situazione, dato che il ragazzino è anche sovrappeso. Ma la psicologa, che seguirà il bambino per un anno e mezzo, a sua insaputa e senza far sospettare nulla, allerta i servizi sociali che a loro volta segnalano il caso al tribunale dei minori che decide di prelevare il bambino per metterlo in una casa famiglia, separandolo da lei perché simbiotica.

Il prelievo 

Succede tutto nel giro di poche ore: arriva la polizia in borghese a scuola insieme agli assistenti sociali che prelevano e portano via il minore, mettendogli le braccia dietro la schiena come fosse un delinquente, caricandolo in macchina senza alcuna spiegazione, tanto che il bambino esclama: “Mi state arrestando?”. La notizia arriva anche alla madre che sta lavorando e che quando corre alla scuola non trova più il figlio, ma solo gli assistenti sociali che gli mettono sotto il naso un fax in cui il tribunale dei minori decreta il prelievo senza però dare chiarimenti sulla causa.

La casa famiglia

La mamma rivedrà il figlio solo dopo 7 mesi da quel giorno, e quando andrà a trovarlo in casa famiglia dove nota subito le sbarre alle finestre, sarà sorvegliata a vista dagli operatori perché non può permettersi di chiedere al figli neanche come sta. Un ragazzino che vive in un ambiente malsano, “sporco dappertutto”, dice la madre, con i vestiti sempre stropicciati, non lavati, bucati, in una trascuratezza che preoccupa la donna. Inizia così un martirio di 4 anni in cui il ragazzino vede la madre raramente e dove non esisteranno compleanni, natali, vacanze estive: un minore di fatto recluso senza che nessuno dia una spiegazione esaustiva. Perché quel prelievo c’è stato? Su che base una donna che ha cresciuto due figli da sola viene etichettata come “madre simbiotica” e quindi dannosa per il figlio?

Per la CAMPAGNA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE E LA VIOLENZA DOMESTICA donnexdiritti.com ti invita a seguire ogni settimana le 11 puntate della video inchiesta “CRIMINI INVISIBILI” di LUISA BETTI DAKLI, giornalista d’inchiesta esperta di diritti umani e direttrice del web journal DonnexDiritti Network (le puntate sono visibili su tutte le pagine social di donnexdiritti).