“La vendetta” di un uomo verso la ex che si è sottratta al suo dominio

Una donna decide di tenere la bambina malgrado il suo ex non voglia saperne, ma poi quando lui ritorna inizia l'incubo

928

“La vendetta” è la quarta puntata della video inchiesta “Crimini invisibili” dove una donna rimane incinta dal suo partner che non vuole che la bambina nasca per nessun motivo. Lei lo lascia, decide di tenersi la bambina, lui sparisce ma poi lui cambia idea ma non perché si è pentito: la ragione è un’altra, vendicarsi nei confronti di chi gli ha disubbidito.

La storia 

Un rapporto non facile che a un certo punto diventa ossessione: lui controlla il suo telefono, si arrabbia se gli amici le mettono un like alle foto su Facebook, i suoi amici sono tutti pericolosi e le sue amiche delle stupide insopportabili. La gelosia diventa paranoica, a questo si aggiungono continue denigrazioni, nell’aspetto, nella personalità, nelle cose che lei fa. Davanti agli altri lui appare perfetto, ma poi quando sono da soli, lui la spintona, la umilia, anche per strada e a casa cominciano a volare oggetti: sedie, rasoio, frustate con gli asciugamani, schiaffi. La storia non va avanti, lei si distacca, partono per città diverse, la relazione finisce, fino a quando lui non si ingelosisce di nuovo per una foto sui social e i due si rivedono.

La gravidanza inaspettata

La luna di miele però dura poco. Dopo una settimana ricominciano i maltrattamenti, le umiliazioni, la denigrazione, e la storia finisce di nuovo. Lei però è rimasta incinta e lo comunica a lui che però vuole costringerla a interrompere la gravidanza perché non vuole nessun bambino e le vuole imporre una interruzione che lei non vuole. Per questo quando lei si rifiuta lui scompare dalla sua vita, bloccandola su tutti i social. Ma quando la bambina nasce, lui si ripresenta. Va sotto la sua casa, parla con tutti i condomini, la raggiunge nel luogo di villeggiatura dove lei sta con la figlia piccolissima e i genitori, senza preavvertire del suo arrivo. Lui pretende, vuole non solo riconoscere la bambina ma cambiarle il nome: si deve chiamare come sua madre e avere il cognome del padre. Lei non vale niente, quella figlia è di sua proprietà.

La nascita della bambina

Con atteggiamenti persecutori e minacciosi, vuole imporre le sue regole. Lui che non c’è mai stato né durante la gravidanza né durante la sua nascita e i primi mesi di vita. Lei è preoccupata da questo atteggiamento e l’avvocato le consiglia di non acconsentire al riconoscimento almeno fin quando l’atteggiamento di lui non cambia. Ma le cose non sono così semplici perché per la legge italiana anche se la madre decide per il non riconoscimento, l’ultima parola è sempre quella del giudice. Vessata, perseguitata, sottoposta a Consulenze tecniche d’ufficio che la massacrano, lei si rende conto che la bambina è in forte sofferenza da quando vede il padre: si fa la pipì addosso, non vuole andare, piange si dispera. Ma per il giudice è lei che mette contro la figlia verso il padre, malgrado sia troppo piccola anche per essere manipolata. Da qui inizia l’incubo di una donna che viene punita dal tribunale per non essersi sottomessa all’uomo che non voleva più sapere nulla né di lei né di sua figlia, e oggi rischia addirittura di perdere la sua bambina.

Per la CAMPAGNA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE E LA VIOLENZA DOMESTICA donnexdiritti.com ti invita a seguire ogni settimana le 11 puntate della video inchiesta “CRIMINI INVISIBILI” di LUISA BETTI DAKLI, giornalista d’inchiesta esperta di diritti umani e direttrice del web journal DonnexDiritti Network (le puntate sono visibili su tutte le pagine social di donnexdiritti).