Femminismo, Gloria Steinem: “Dobbiamo solo andare avanti”

La femminista storica, leader del movimento americano degli anni '70, racconta le conquiste fatte e quelle da fare

Gloria Steinem
Gloria Steinem
Femminista, giornalista e attivista, leader nazionale del movimento delle donne americano negli anni '70. È co-fondatrice della rivista Ms, e co-fondatrice del Women's Media Center.



Il fatto che esista una Giornata internazionale delle donne significa che siamo ancora nei guai. Non esiste una Giornata Internazionale degli uomini, dato che solo le persone che non detengono il potere o gli eventi storici dimenticati hanno bisogno di una “Giornata” per far parte del presente. Eppure, questo rimane un passo importante perché qualsiasi menzione è pure sempre meglio che nessuna. Durante questa Giornata Internazionale delle donne, potremmo cominciare con l’ammettere il motivo per le donne si trovano in una posizione subordinata, in primo luogo:

possediamo l’unica cosa che gli uomini non hanno: l’utero, e non possono portare avanti la specie o le differenze di razza o classe senza controllarci o influenzarci

Cosa è andato avanti e cosa rischia di andare indietro

Fino agli anni ’60, il matrimonio interrazziale era illegale in diverse parti di questo paese e i bambini che non erano “proprietà” di un uomo erano considerati “illegittimi”. Perfino adesso, alcuni gruppi di destra si oppongono all’aborto o a quelle cliniche che forniscono informazioni sulla contraccezione, principalmente a causa del fatto che le donne bianche hanno deciso di avere meno figli proporzionalmente alla media delle donne di colore. Ma il primo requisito della democrazia è il poter prendere delle decisioni che siano nostre, sui nostri corpi, cosa che si è costantemente cercato di portar via alle donne.

Anita Hill

Stiamo cominciando adesso ad avere un minimo controllo sulle gravidanze, ma i tassi di violenza sessuale e stupro sono aumentati. La buona notizia è che entrambi sono ad oggi illegali e vengono denunciati, la cattiva è invece dover sentirsi dire dalla gente: “Perché eri vestita in quel modo?” o “Perché ti trovavi in quel quartiere?”, che è anche da dove siamo partite. Sono stati fatti enormi progressi grazie ad Anita Hill e al movimento MeToo, che hanno educato l’intero paese.

ma ci sono ancora gruppi che non credono alle donne o che cercano di forzarle a portare avanti una gravidanza perfino dopo uno stupro, dicendo che la vita comincia al concepimento, e che la vita del feto conta più di quella della donna

Gloria Steinem nel suo studio

Il gender gap

Abbiamo fatto un grande passo avanti in merito alla legislazione sulla parità di retribuzione, eppure veniamo ancora pagate meno degli uomini. L’ultima stima che ho visto riportava che la parità salariale per le donne di tutte le etnie – uguale quindi a ciò che guadagnano gli uomini in lavori simili – aggiungerebbe circa 500 miliardi di dollari all’economia. Ma, al momento, gli stessi lavori sono valutati secondo chi li svolge.

Florynce Kennedy

Per esempio, a New York un uomo che lavora come parcheggiatore guadagna di più di una donna che faceva l’assistente di cura per i bambini. Eppure, noi non diamo più valore alle nostre auto che ai nostri figli, ma questa professione prevalentemente maschile è valutata e pagata maggiormente rispetto a una a prevalenza femminile. Il cambiamento è lento. Come un albero, cresce dal basso verso l’altro, e noi abbiamo ancora molta strada da fare, ma dobbiamo continuare ad andare avanti e celebrare quanto lontano siamo riuscite ad arrivare. È divertente sostenersi a vicenda e trovare nuovi modi per lavorarci su, è la fonte del cambiamento quotidiano e anche della gioia e della comunità.

Le femministe

Le donne che hanno avuto l’influenza più profonda e continuativa su di me sono state probabilmente Florynce Kennedy e Alice Walker. Flo era un’avvocata, il che era molto raro per una donna nera. In seguito è divenuta un’attivista, perché come lei affermava:

“La legge è fare un c*lo alla volta, e ciò che invece bisogna fare è risolvere il problema”. Abbiamo viaggiato e fatto comizi come una squadra negli anni ’70 e ’80, lei aveva vent’anni più di me ed è stata la mia prima e più importante insegnante

Alice Walker

Anche Alice Walker, che è più giovane di me, è stata un’ispirazione. La sua scrittura, la sua comprensione delle cose, l’utilizzo della parlata della gente di campagna hanno fatto viaggiare le sue storie in tutto il mondo. Per caso ho incontrato una donna che veniva dal Giappone, e più tardi poi una donna proveniente dalla Cina, ed entrambe avevano tradotto il racconto di Alice, “Il Colore Viola”. Entrambe avevano utilizzato il linguaggio della loro gente di campagna, proprio come Alice aveva fatto qui, e questa è stata la prima volta in un’opera d’arte di alto livello. Se hai un vero obiettivo, esso porterà il cambiamento ovunque tu vada.

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Questo articolo è tratto da una conversazione con Claudia Eller, caporedattrice di Variety, ed è stato pubblicato l’8 marzo 2021 su Variety – Traduzione DonnexDiritti

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