Diritti Umani

Ho bisogno di “Ossigeno”

Ieri alla Camera dei deputati insieme a Marilena Natale, Ester Castano, Marilù Mastrogiovanni, Arianna Voto, Nella Condorelli, e Alberto Spampinato.

Come me, Marilena, Ester e Marilù, il 16% dei 300 giornalisti minacciati in Italia, sono donne che sono soggette anche a intimidazioni di tipo sessista. “Strega”, hanno scritto sotto una mia foto “ritoccata” con i capelli verdi, gli occhi rossi e i denti di fuori come se avessi le zanne, e lo hanno fatto solo perché ho scritto di Pas (sindrome di alienazione parentale) e affido condiviso. Hanno riempito questo blog di frasi indecenti e piene di odio appellandomi con epiteti che non mi riguardano: nazista, razzista, nazifemminsta, e tanto altro. Hanno cercato di intimidirmi con minacce dirette che ho respinto al mittente, mi hanno calunniata manipolando i miei articoli con attacchi personali che niente hanno a che vedere con un sano e proficuo contraddittorio. Hanno minacciato di querelare il giornale facendomi apparire come una che “pianta grane”. Mi hanno indicata e messa alla gogna per aver difeso i senatori e le senatrici, a loro volta minacciati per aver presentato emendamenti al ddl 957 (modifica dell’affido condiviso) che avrebbe introdotto per legge una malattia che non esiste e che il ministero della sanità ha sancito come tale dopo il caso di Padova andato in onda ovunque (e su cui già si sono spenti i riflettori). Mi hanno seguita nelle conferenze per vedere cosa dicevo. Hanno sparso la mia foto nel web come fosse loro e come una “wanted”, una ricercata. Nei gruppi che hanno sui social network, e su cui oltre a incitamento all’odio sostengono la cultura dello stupro fino alla negazione del femminicido, hanno scritto – coprendosi sotto nomi fittizi – che dovevo essere “punita” per quello che stavo scrivendo. Hanno cercato di ridurmi al silenzio in ogni modo su una tragedia che si consuma dentro le mura di casa e che in moltissimi casi nasconde in realtà abusi e violenza domestica. E tutto questo per aver scoperchiato il vaso di Pandora in cui è venuto fuori che oggi in Italia 40.000 bambini transitano nelle case famiglia perché tolti alle famiglie con un costo che varia tra i 3.000 e i 6.000 euro al mese (una cifra che sfamerebbe un’intera famiglia se c’è indigenza) e dove piccole creature sono strappate alle loro madri perché “malati” di Pas, una “malattia” diagnosticata ormai da molti psicologi nelle consulenze all’interno dei tribunali, e che ormai si è infiltrata in maniera capillare, con giudici che preferiscono “medicalizzare” piuttosto che verificare in maniera approfondita attraverso la storia del caso.

Su questa vicenda ho ricevuto tantissima solidarietà: da associazioni e da moltissime persone che mi leggono e mi seguono, e anche dal giornale che ha respinto le accuse che mi venivano fatte e le minacce. E siccome la solidarietà è fondamentale per combattere la paura, per continuare a scrivere e fare inchieste su tutto questo, e per sostenere tutte le colleghe che affrontano ogni giorno la verità dando la possibilità a cittadini e cittadine di usufruire di una corretta informazione: pubblico e chiedo di aderire all’appello lanciato in occasione del convegno “Il velo squarciato. Intimidazioni e violenze contro le giornaliste”, che si è svolto a Montecitorio, nella sala Aldo Moro, la mattina del 27 novembre per la Giornata Mondiale indetta dall’ONU per l’eliminazione della violenza contro le donne, con le testimonianze di Ester Castano, Marilù Mastrogiovanni, Marilena Natale, e la mia, per le intimidazioni, minacce, e le violenze subite a causa del nostro lavoro. I lavori sono stati condotti da Nella Condorelli e Arianna Voto, presidenti della Commissione Pari Opportunità dell’Associazione Stampa Romana, e da Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno (Osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia promosso da Fnsi e Ordine dei giornalisti), che ringrazio di cuore per quello che fanno e per la loro dedizione. Il consiglio comunale di Firenze è fra i primi firmatari dell’appello. In Italia, ha detto Alberto Spampinato di Ossigeno, “c’è una crescente intolleranza per il lavoro dei giornalisti e per il giornalismo critico. Ciò produce un numero di minacce, intimidazioni ed abusi che non ha eguali nel’Unione Europea: è necessario portare questi problemi all’attenzione pubblica nell’interesse della democrazia”. E c’è bisogno anche, dico io, che tutta la stampa e l’informazione, anche quella dei “grandi” giornali, torni a fare giornalismo d’inchiesta sganciandosi da compromessi con il potere, per dare voce a chi non ce l’ha e per far emergere la realtà che ci circonda con l’oggettività di cui la nostra professione ha bisogno.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha mandato il suo messaggio dicendo che la violenza contro le donne è ormai “una vera e propria emergenza sociale”, ed è necessario “coglierne la portata e le dimensioni effettive”, e che “Occorrono interventi per tutelare con maggiore efficacia le donne che con coraggio manifestano situazioni di abuso”; mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha scritto che “Le operatrici dell’informazione sono sovente sottoposte a gravi aggressioni, minacce e forme di rappresaglia”, e quindi si augura che Ossigeno serva “a far conoscere un fenomeno di cui si parla poco e delle cui dimensioni non c’è una percezione adeguata”.

Vorrei che tutte queste dichiarazioni istituzionali fossero mantenute. Non mancherà modo di verificarle.

TESTO DELL’APPELLO disponibile sul sito di OSSIGENO :

“Nella ricorrenza della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, celebrata congiuntamente a Roma il 27 novembre 2012, nella sala Aldo Moro del Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, per iniziativa della Commissione Pari Opportunità dell’Associazione Stampa Romana, dell’Associazione Ossigeno per l’Informazione – Osservatorio sui Giornalisti minacciati in Italia promosso da FNSI e ODG, dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio con l’incontro pubblico “ Il Velo Squarciato. Intimidazioni e violenze contro le giornaliste. Le testimonianze, l’Appello”, durante il quale sono state presentate le testimonianze di quattro giornaliste vittime di minacce ed intimidazioni nello svolgimento della loro attività professionale.

Premesso che:

in Italia la violenza contro le donne in quanto donne, continua a generare numerosi e gravi delitti, fra cui oltre cento omicidi l’anno per femminicidio all’origine della violenza contro le donne ci sono in primo luogo le seguenti cause:

1. l’ignoranza del basilare concetto di uguaglianza fra gli esseri umani senza distinzione di genere;

2. il permanere di anacronistici comportamenti discriminatori e di pregiudizi e stereotipi di genere

3. la difficoltà di rendere universalmente accettati i valori della parità;

4. il permanere di condizionamenti culturali e di linguaggi sessisti ampiamente utilizzati anche dai mass media

5. la difficoltà di comunicare con continuità e con la dovuta considerazione (attraverso i mass media) le informazioni sugli ostacoli che limitano la partecipazione delle donne alla vita pubblica e alle professioni, nonché notizie competenti ed approfondite sul contesto sociale che rende possibili le violenze e le discriminazioni;

6. in Italia, secondo i più autorevoli certificatori internazionali, l’informazione giornalistica non è “libera” come negli altri paesi dell’Unione Europea, ma “parzialmente libera” a causa delle seguenti ragioni:

a. la concentrazione della proprietà editoriale;

b. l’irrisolto conflitto di interessi fra attività editoriale, attività politico istituzionale, interesse pubblico

c. l’elevato numero di giornalisti sotto scorta, di giornalisti che subiscono minacce, di giornalisti che subiscono intimidazioni per effetto di norme poco garantiste nei loro confronti in materia di diffamazione e di risarcimenti , norme che prevedono esborsi sproporzionati e la pena del carcere, come nei regimi autoritari:

7. sono numerose le donne giornaliste minacciate in Italia a causa della loro attività professionale e alcune di loro sono specificamente impegnate a diffondere informazioni sulle violenze e le discriminazioni subite dalle donne, come è documentato dai Rapporti annuali dell’osservatorio Ossigeno per l’Informazione promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti, che ha censito in sei anni oltre mille fra giornalisti e giornaliste vittime di minacce e gravi abusi;

Ciò premesso, si fa appello

alle istituzioni pubbliche, al mondo dell’informazione, alla rete di associazioni impegnate nella promozione dei diritti umani e per la piena affermazione dei valori democratici e del principio di eguaglianza e alla libertà femminile, le forze politiche e parlamentari, affinché:

– sia pienamente e correttamente rappresentata la drammaticità della violenza contro le donne, indicandone le cause articolate e dando spazio al dibattito sul modo di superarla;

– siano utilizzati nella descrizione dei fatti di cronaca e dei femminicidi un linguaggio ed una narrazione coerenti e non sessisti;

– si assumano le iniziative legislative e normative più opportune per rimuovere le cause che fanno dell’Italia un paese in cui la libera informazione ha uno spread negativo;

– si contribuisca attivamente alla promozione di iniziative volte a difendere allo stesso tempo i diritti e la libertà delle donne e la libera informazione, in nome dell’eguaglianza, del diritto dei cittadini/cittadine di essere informati, nell’interesse della pace e dello sviluppo”.

ROMA, Palazzo di Montecitorio, 27 novembre 2012

1 risposta »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...