Diritti Umani

Afghane sul ring per le Olimpiadi

La Federazione Pugilistica Afghana lo ha comunicato ufficialmente:  Shabnam Rahimi, di 19 anni, e sua sorella Sadaf, 18 anni, sono le titolari del team femminile di boxe in Afghanistan e per questo parteciperanno ai tornei di qualificazione di marzo e aprile nel continente asiatico, unico ostacolo per arrivare a partecipare alle Olimpiadi di Londra dove la boxe femminile farà il suo debutto come sport medaglia. “Mio padre non voleva che combattessi, perché secondo lui le ragazze non dovrebbero fare la boxe. Poi ho vinto la mia prima medaglia e ha cambiato idea”, dice Shabnam Rahimi al “Globe and Mail”. Ma allenarsi in palestra per queste ragazze è pericoloso perché in Afghanistan una donna non può fare a pugni: come racconta Sadaf “due anni fa, qualcuno ha chiamato mio padre dicendo che mi avrebbero rapito o ucciso se lui avesse permesso che noi continuassimo ad allenarci. La mia famiglia – continua – è stata minacciata più volte perché siamo tre sorelle  che frequentano il  club di boxe, e così hanno chiesto ai nostri genitori  di intervenire perché smettessimo immediatamente di  fare boxe ma noi abbiamo tenuto duro. Ci sono molti afgani che ci sostengono perché sanno che il pugilato è uno sport duro e difficile”. La squadra è stata creata nel 2007 dal Comitato Olimpico Nazionale dell’Afghanistan per incoraggiare le ragazze che volevano fare questo sport: “Vogliamo mostrare al mondo che le donne afgane possono essere leader e che possono fare qualsiasi cosa, anche la boxe”, ha detto l’allenatore del team femminile, Mohammad Saber Sharifi. Le ragazze registrate alla Federazione sono 25 e si allenano 3 giorni a settimana allo Stadio Olimpico di Kabul in una palestra che un tempo era un centro di punizione dei talebani, e le attrezzature con cui le boxer si allenano sono alquanto scadenti tra materassini sporchi e pezzi di vetro. La squadra ha ricevuto anche il sostegno finanziario dal Comitato Olimpico e una Ong locale ma i sostegni per realizzare questo sogno sono ancora scarsi. Fadir Sharify ha poi aggiunto che anche se non è stato facile convincere le famiglie a far combattere le ragazze, alla fine l’Afghanistan potrà essere rappresentato alle prossime Olimpiadi di Londra da una squadra di boxe tutta al femminile.

1 risposta »

  1. Grandissime queste ragazze. Tutte le donne che praticano sport in paesi come questi andrebbero sostenute, socialmente e anche economicamente. Il vaolre simbolico di una loro partecipazione alle competizioni internazionali va molto al di là dei risultati che potranno raggiungere.

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