FdI, Luisa Betti Dakli (Cpo Odg Lazio) su Adnkronos: “Vignetta oltre il sessismo, ritorsione come stupro di guerra”

Il ministro Lollobrigida parla pubblicamente di decrescita della natalità e del pericolo della "sostituzione etnica" ma dopo le accuse di razzismo arriva la vignetta di Natangelo sul "Fatto" che ritrae la moglie del ministro a letto con un uomo di colore e scoppia la bufera: perché malgrado le odiose parole di Lollobrigida questa volta la satira non è più satira e va oltre la misoginia? Il commento della direttrice di DonnexDiritti Network / Internationale Women all'Adnkronos

Stefania Quaglio
Stefania Quaglio
Giornalista, vice-caposervizio presso l'Agenzia Adnkronos.



La vignetta di Natangelo pubblicata in prima pagina su “Il Fatto Quotidiano” che ritrae la sorella di Giorgia Meloni e moglie del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, Arianna, a letto con un uomo di colore, “va oltre il sessismo. È un atto di ritorsione paragonabile allo stupro di guerra”. È quanto sottolinea all’Adnkronos Luisa Betti Dakli responsabile Commissione Pari Opportunità Odg Lazio e direttrice del giornale online DonnexDiritti Network e International Women (in lingua inglese).

Il sessismo non è satira

Luisa Betti Dakli

“La satira, il libero pensiero, la libertà di informazione, il diritto di cronaca non devono essere mai toccati, ma questo non significa che tu puoi usare una narrazione sessista. E questo è un esempio eclatante di narrazione sessista, per cui per attaccare un uomo tu attacchi la moglie, la sorella o la cugina. Per fare un attacco politico, perché questo è un attacco politico (anche legittimo perché le parole di Lollobrigida sono state molto pesanti), invece di rivolgerti al ministro prendi di mira la moglie. E questo è gravissimo”. Ricordando le caricature della segretaria del Pd Elly Schlein o contro Laura Boldrini quando era presidente della Camera, Betti Dakli evidenzia la trasversalità di questo atteggiamento:

“il sessismo – afferma – in questo paese è l’unico elemento trasversale nella politica da parte di tutti gli schieramenti”

La ritorsione sulla “donna” del nemico come attacco legittimo

La vignetta di Natangelo “è particolarmente odiosa perché è come la ritorsione: cioè io per colpirti ti stupro la sorella, ti stupro la moglie. È una cosa che ti scappa perché sei dentro questa cultura e pensi di poterti permettere una cosa del genere e non capisci, perché non ci arrivi (ma non è una cosa individuale, è una cosa di molti) che tu in quel momento non stai attaccando la persona perché la pensi diversamente o perché quello che ha detto è grave, ma stai sposando un immaginario dove le donne non sono niente, non valgono niente, sono degli oggetti, per cui se io devo punirti faccio una ritorsione usando la moglie, una ritorsione attraverso una donna della tua famiglia”.

“È sottile, è un sessismo più odioso, è una delle vendette più atroci si richiama allo stupro di guerra, io sono in guerra per colpire il nemico stupro le donne”

“Questo è il concetto per cui Natangelo fa un passo in più rispetto agli altri”. Il fatto positivo, secondo Betti Dakli è che ci sia stata “una bufera trasversale” su questa vignetta e, dice “vorrei che anche Schlein esprimesse la sua solidarietà”.

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Adnkronos, 20 aprile 2023

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