#MeToo francese a scoppio ritardato: travolge il potere maschile e fa saltare le teste

Fin dall’inizio dell’anno, uomini famosi in diversi ambiti sono stati accusati e indagati per violenza sessuale

Norimitsu Onishi
Norimitsu Onishi
Corrispondente da Parigi per il New York Times, ha vinto il Premio Pulitzer per l'International Reporting nel 2015 per la copertura del Times sull'epidemia di Ebola in Africa occidentale.



Quando Sandra Muller ha dato vita alla campagna del #MeToo francese sui social media nel 2017, decine di migliaia di donne hanno risposto alla sua chiamata con l’hashtag #BalanceTonPorc. Ma il contraccolpo è stato troppo forte.

Sandra Muller

Alcune delle donne più importanti del paese, guidate da Catherine Deneuve, hanno denunciato il movimento attraverso una lettera che ha portato la Francia alla sua risposta definitiva verso il #MeToo internazionale. Nel 2019, Muller ha perso una causa per diffamazione contro un ex dirigente televisivo che lei aveva denunciato su Twitter, mostrando così come la Francia fosse apparentemente immune alle forze che stavano sfidando il dominio maschile nel mondo. La scorsa settimana, Muller però ha vinto il suo ricorso. Nonostante non ci siano stati nuovi avvenimenti, la nuova sentenza della Corte d’Appello ha dimostrato che le cose sono cambiate nel corso degli ultimi due anni. “Prima della sentenza, pensavo che ci fossero dei fermenti in corso”, ha detto Sandra Muller durante un’intervista telefonica da New York, dove vive attualmente. “Adesso ho l’impressione che ci sia stato un netto balzo in avanti”.

Dall’inizio dell’anno, in Francia una serie di potenti uomini all’interno di diversi campi, dalla politica, allo sport, ai media, fino all’ambito accademico e all’arte, hanno dovuto affrontare direttamente accuse pubbliche di abusi sessuali in quella che sembra un’inversione di rotta dopo anni di silenzio

Il cambio di rotta del #metoo francese

Caroline De Haas

Allo stesso tempo, dovendosi confrontare con questi casi che investono uomini di potere e davanti al cambiamento dell’opinione pubblica, i legislatori francesi si stanno affrettando a spostare l’età del consenso a 15 anni, dopo soli 3 anni da quando hanno rigettato la stessa legge. Le recenti accuse non hanno solo portato a indagini ufficiali, alla perdita di posizione per alcuni uomini che sono stati anche banditi dalla vita pubblica, ma hanno portato a un ripensamento generale della mascolinità francese e all’archetipo degli uomini francesi come irresistibili seduttori. Tutto questo fa parte di una più ampia messa in discussione di molti aspetti della società francese, nel bel mezzo di una reazione contro idee su genere, razza e post colonialismo, presumibilmente importati dalle università americane. “Le cose stanno evolvendo così velocemente che a volte mi gira la testa”, ha detto Caroline De Haas, attivista femminista che nel 2018 ha fondato #NousToutes, un gruppo contro la violenza sessuale, descrivendosi attualmente “super ottimista”.

Haas ha detto che la Francia sta attraversando una reazione a scoppio ritardato al #MeToo, dopo un periodo di maturazione durante il quale la Francia ha cominciato a capire la dimensione sociale che si cela dietro la violenza sessuale e il concetto di consenso

Questo è accaduto specialmente, ha detto Haas, dopo la testimonianza dell’anno scorso di Adèle Haenel, la prima attrice di un certo calibro a parlare di abuso, e di Vanessa Springora, la cui biografia “Consenso”, descrive l’abuso sessuale subito dallo scrittore pedofilo, Gabriel Matzneff. “L’inizio del 2021 è stato una sorta di scossa di assestamento – conferma Caroline De Haas – e quello che è veramente chiaro adesso è che oggi, in Francia, non abbiamo minimamente le stesse reazioni che ci sono state quattro, cinque anni fa riguardo le testimonianze di violenza sessuale contro persone conosciute”.

Uomini potenti ma anche molestatori, stupratori e pedofili

Pierre Ménès

Il mese scorso, uno dei giornalisti sportivi più famosi in Francia, è stato sospeso a tempo indeterminato dal suo capo dopo il rilascio del documentario che parla del sessismo presente nel giornalismo sportivo dal titolo: “Non sono una pu***na, sono una giornalista”. Solo qualche anno fa, pochi l’avevano criticato per una condotta che ora nessuno si azzarda a difendere in pubblico, incluso forzare donne a baciarlo in bocca durante le dirette televisive e, di fronte al pubblico in studio nel 2016, alzare la gonna della collega giornalista Marie Portolano, la produttrice del documentario. “Il mondo è cambiato, c’è il #MeToo, non puoi più fare né dire nulla”, ha affermato Ménès in una intervista televisiva dopo la pubblicazione del documentario, aggiungendo che non ricorda l’incidente con la gonna e che in quel periodo non si sentiva in pieno possesso di sé stesso a causa di una malattia fisica.

La lista di uomini importanti si allunga: c’è Patrick Poivre d’Arvor, il giornalista più famoso in Francia, indagato per aver stuprato una giovane e che si è difeso in tv dicendo che appartiene a una generazione per cui la “seduzione era fondamentale”, inclusi i “baci sul collo”, ma negando le accuse di stupro

Una lunga lista che non si ferma

Georges Tron

C’è anche Georges Tron, un ex ministro, che è stato scagionato nel 2018 per aver stuprato una sua impiegata, ma è stato condannato a febbraio a 5 anni di prigione in un ricorso in Corte d’Appello che, secondo Le Monde, riflette bene come “la comprensione di cosa significa il consenso è indubbiamente cambiata”.

Gérard Depardieu

Abbiamo anche l’acclamato Gérard Depardieu, la star più famosa del cinema francese, e Gérald Darmanin, il potente ministro degli interi, entrambi sotto indagine per casi di stupro che sono stati riaperti lo scorso anno, ed entrambi hanno affermato di essere innocenti.

Gérald Darmanin

Lo stesso per Olivier Duhamel, intellettuale di spicco, e per Richard Berry, attore famoso, entrambi messi sotto indagine dopo accuse di abuso sessuale su minori da parte membri della loro famiglia. Mr. Berry ha negato le accuse, mentre Duhamel ha confermato le accuse contro di lui.

Claude Lévêque

Claude Lévêque, artista famoso a livello internazionale, è indagato per sospetti casi di stupro su minorenni ed è stato accusato pubblicamente, per la prima volta a gennaio, da una vittima. Ha ovviamente negato le accuse.

Dominique Boutonnat

Dominique Boutonnat, produttore cinematografico che il Presidente Macron ha nominato presidente del Centro Nazionale per il Cinema lo scorso anno, è stato messo sotto indagine a febbraio per tentato stupro e violenza sessuale sul suo figlioccio ma ha dichiarato di essere innocente.

“Questa recente ondata in Francia, è una reazione a scoppio ritardato all’affare Matzneff”, ha detto Francis Szpiner avvocato di Muller, aggiungendo che il declino dello scrittore pedofilo e di Duhamel hanno fatto capire alla gente che gli uomini potenti in Francia non erano “intoccabili”

Eric Brion

Nel 2017, subito dopo le rivelazioni sul magnate di Hollywood Harvey Weinstein, la giornalista Muller ha dato il via al francese #BalanceTonPorc. In un post su Twitter ha raccontato come durante un festival televisivo a Cannes, un produttore esecutivo le ha detto: “Hai delle tette enormi, sei proprio il mio tipo. Ti farò avere orgasmi tutta la notte”. Lui, Eric Brion, non ha negato di aver fatto tali proposte, e a causa del fatto che i due non lavoravano insieme, ha detto che ciò non era classificabile come molestia, e ha denunciato Muller per diffamazione. La sentenza che condannava Muller a pagare 15.000 euro, è stata rigettata la scorsa settimana. Nel 2019, la corte aveva affermato che Muller “ha sorpassato il limite accettabile di libertà di espressione, dato che i suoi commenti si sono trasformati in un attacco personale”. Questa volta, i giudici hanno concordato invece che invece Sandra Muller ha agito in buona fede, aggiungendo che “i movimenti #balancetonporc e #MeToo hanno portato moltissima attenzione sull’argomento e sono stati accolti da numerosi funzionari e personalità di spicco, contribuendo in maniera positiva a permettere alle donne di parlare liberamente”.

Molestia fatta passare per “seduzione”

Richard Berry

Camille Froidevaux-Metterie, una filosofa femminista importante, ha detto che è significativo il fatto che gli uomini indagati in questo momento sono leader di diversi ambienti. Le rivelazioni che li circondano hanno distrutto il mito secondo cui i francesi sono grandi seduttori e una cultura per cui “noi francesi, nel gioco della seduzione, sappiamo come interpretale i segnali non verbali e abbiamo l’arte di sedurre, un delicato commercio tra i sessi”, ha affermato.

“Questi uomini incarnano tutti quanti, in modi diversi, il vecchio ordine patriarcale, uomini di potere che hanno utilizzato il loro potere, abusandone, per sfruttare sessualmente i corpi altrui, sia di donne che di ragazzini”

Olivier Duhamel

ha detto Camille Froidevaux-Metterie, aggiungendo che “forse stiamo vivendo il primo grande shock a questo tipo di sistema”. Alcuni intellettuali conservatori hanno affermato che la lista crescente di uomini di spicco è un’evidente conseguenza della contaminazione della società francese da idee americane riguardo il genere, la razza, la religione e il post colonialismo. Pierre-André Taguieff, storico e critico dell’influenza americana, ha detto in una mail che “le ideologie neo-femministe e neo-antirazziste denunciano l’universalismo, in particolare quello repubblicano francese, come una frode: una maschera ingannevole per imperialismo, sessismo e razzismo”.

La difesa accusa le femministe americane di essere “represse”

Pierre-André Taguieff

Anche se  Taguieff non ha commentato specificatamente i casi recenti, ha affermato che la nuova ondata del #MeToo rappresenta un “sessismo androfobico e misandrico che incoraggia una caccia alle streghe di uomini bianchi selezionati in base alla loro fama o conoscenza, nel tentativo di infiammare l’invidia sociale e il risentimento verso le élite bianche e maschili”.

Taguieff ha recentemente aiutato a fondare “Il cane da guarda del decolonialismo”, un gruppo che guida le accuse contro quella che è descritta come una minaccia intellettuale proveniente dagli Stati Uniti

Manifestazione delle vittime di abusi sessuali da parte di familiari

L’iniziale rifiuto francese al #MeToo era in realtà un rifiuto a quello che viene considerato come una specie di femminismo americano “distorto”, nello stesso modo in cui i conservatori francesi stanno provando a liquidare i concetti di razza e razzismo come idee americane irrilevanti, ha affermato Raphaël Liogier, sociologo francese che insegna a Sciences Po Aix-en-Provence e che è stato recentemente visiting scholar alla Columbia University.

Catherine Denevue

Come Deneuve e altre donne nel 2017 hanno denunciato il #MeToo come un prodotto di “puritanesimo” e una minaccia alla “libertà sessuale”, così oggi i conservatori francesi argomentato che le donne americane sono sessualmente represse e molto meno libere delle donne francesi, ha detto Liogier, aggiungendo: “Quindi in Francia, la nostra linea di difesa si basa su Non siamo noi, gli americani sono gli americani”, anche se “Oggi, questa linea difensiva è collassata”.

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Questo articolo scritto da Norimitsu Onishi è stato pubblicato l’8 aprile 2021 sul New York Times – Traduzione di DonnexDiritti

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