donne e potere

Da Ségolène a Valérie (2012)

segolene

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Azione  – 14/mag/2012

Luisa Betti

Le donne del presidente La prima è sempre stata la luce da cui Hollande veniva offuscato, mentre la seconda brilla di luce riflessa

Anche se lui ha fatto sapere di non essere contrario all’idea del matrimonio con la sua partner, per il momento sono la prima coppia di fatto dell’Eliseo. François Hollande, nuovo presidente francese eletto con il 51,7% dei voti (contro il 48,3% di Sarkozy), e la sua compagna, Valérie Trierweiler, sono da adesso in poi la nuova «coppia» di Francia. Socialista storico, lui, e giornalista di «Paris-Match» e «Direct 8», lei: i due fanno coppia dal 2005, quando Hollande era ancora ufficialmente accompagnato da Ségolène Royal – altra socialista storica che sfidò Sarkozy nel 2007 perdendo le elezioni presidenziali e con la quale Hollande ha 4 figli – anche se la loro relazione è diventata pubblica solo 5 anni fa. Valérie Trierweiler ha 47 anni e due matrimoni falliti: il primo con un amico d’infanzia, e il secondo con Denis Trierweiler, anche lui di «Paris Match», con cui ha avuto 3 figli. Nata in una modesta famiglia di Angers e quinta di sei figli, Valérie Massonneau, divorziata Trierweiler, ha cercato di conciliare famiglia e carriera da sempre ed è una donna con i piedi piantati a terra: «Non rinuncio alla mia indipendenza – ha detto dopo l’elezione di Hollande – e continuerò a lavorare. Non sta né a François, né allo Stato farsi carico dei miei tre figli. Ciascuno deve fare le proprie scelte. Io sarò giornalista fino alla morte».

Acuta e riservata – tanto da stizzirsi quando il suo giornale le dedicò la copertina senza avvertirla – la nuova première dame è soprattutto diversa dalla precedente, Carla Bruni. Per nulla modaiola, Valérie ci tiene a precisare che, a differenza di Carlà, conosce la politica: «Conosco la politica e conosco i media – ha detto – per me l’Eliseo sarà molto più facile di quanto non sia stato per Carla Bruni. Lei veniva da un mondo totalmente estraneo a quello della politica, non conosceva i codici». Presentata da Hollande nel 2010 come la «donna della sua vita», nel corso di un’intervista di Constance Vergara per «Gala», Valérie viene descritta come una donna spiritosa complice del suo partner: «François – spiega Vergara – conosce Valérie da tanto tempo e hanno un forte legame. Lei è molto spiritosa, come lui, e si può dire che sono una coppia con molte analogie. Trierweiler – continua – nonostante la sua immagine da femme fatale che è stata costretta a dismettere da quando Hollande è candidato alla presidenza, in realtà ama la gente».

Valérie, per non entrare in conflitto con la canditatura del compagno, ha rinunciato al ruolo di cronista politico nel giornale dove lavora, e anche alla conduzione di una trasmissione politica perché era «difficile essere imparziale». Per lei la première dame è «un ruolo da attore non protagonista» che lei cercherà di fare «al meglio», un’accortezza, quella di stare un passo indietro, che Hollande ha evidentemente cercato in una nuova partner, dopo la lunga storia con Ségolène Royal che, al contrario, ha sempre brillato di luce propria, tanto da far ribattezzare il neo-presidente, all’epoca della convivenza con lei, come «monsieur Royal». Due volte ministra, la prima a 30 anni, e scelta come candidata socialista alle presidenziali nel 2007, Ségolène è stata sempre la luce da cui Hollande si sentiva offuscato, tanto da scatenare gelosie che le costarono la cancellazione dal video che raccontava la storia del Partito socialista alla convention elettorale di Bourget e fu tolta dall’elenco delle personalità importanti del Partito socialista, malgrado i 17milioni di voti che aveva portato al suo partito.

Nel 2007, mentre lei correva per la presidenza che oggi ha vinto il suo ex compagno, non solo non fu sostenuta da Hollande ma dovette anche incassare l’abbandono «ufficiale» del compagno che la lasciava per un’altra, Valérie, la stessa giornalista che nel 1992 aveva intervistato Ségolène neo ministra. Ma da donna intelligente qual è, Royal ha invece sostenuto, appoggiato e ha anche esultato per l’elezione di Hollande di questi giorni, incoraggiando il loro figlio prodigio, Thomas Hollande, e la brava portavoce Najat Vallaud-Belkacem, che prima lavorava con lei, a lavorare per il suo ex. Hollande, in questa campagna elettorale, ha promesso molto alle donne francesi dichiarando pubblicamente, al meeting elettorale di Reims, l’assunzione di 40 impegni a favore dell’uguaglianza di genere, tra cui: un Ministero dei Diritti delle donne, l’uguaglianza professionale donne-uomini, il sostegno alla genitorialità e i servizi pubblici per l’infanzia, i diritti sessuali, la lotta alla violenza di genere e una nuova legge contro le molestie sessuali. Nel suo governo per metà «rosa» si contemplano le donne che lo hanno portato alla vittoria, come l’altra rivale, Martine Aubry, ex ministra socialista e figlia di Jacques Delors che ha allevato François Hollande come un figlio; Najat Vallaud, nata in Marocco 34 anni fa, ex portavoce di Royal; Aurélie Filippetti, responsabile nel team della campagna; Valérie Fourneyron, sindaco di Rouen, e Marisol Touraine. Eppure anche Hollande, che ha promesso così tanto alle donne, non sopportava, come tanti uomini, di vivere all’ombra di una luce femminile.

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