Il “non” amore nell’era del Covid

 

Cara direttrice,

le scrivo perché mi stanno succedendo cose strane. Da dopo la pandemia di Covid non riesco più ad avere rapporti “normali” con gli uomini che sono interessati soltanto a relazioni istantanee, concentrate sul sesso come consumo. Nessuna conoscenza, nessuna sorpresa, nessuna umanità.

È come stare in un enorme “bordello” dove la gente scambia i propri umori e passa ad altro. Sinceramente sono scioccata, amareggiata, e anche schifata. A volte penso che sono io, poi mi rendo conto che in effetti non sono la sola. Parlando con altre persone, vedo che quello che sto vivendo io è comune, una prassi.

Va bene che la pandemia ci ha cambiati, ma a un attento esame direi che ci ha cambiati in peggio, e soprattutto ci sta facendo perdere il contatto umano per cui nella disperazione quello che emerge non è la solidarietà o il bisogno dell’altro, ma l’uso dell’altro, la sfacciata esuberanza dell’essere ormai svuotato che non ha nulla da perdere. La sensazione è quella di stare in un futuro che non avremmo mai voluto vivere e che invece stiamo vivendo, adesso, in questo momento. Un mondo orrendo che già è.

Una giovane donna che non sa che pesci prendere

Cara giovane donna che non sa che pesci prendere, capisco il tuo stato e lo scoramento che provi ma voglio subito rassicurati dicendoti che non sei tu la causa e che in te non c’è nulla di sbagliato. La pandemia ha sicuramente stravolto i rapporti interpersonali e sopratutto quelli tra i sessi, ma non dobbiamo scoraggiarci. Questo è sicuramente un momento di passaggio importante per l’umanità, niente sarà più come prima e quello che stiamo attraversando adesso rimarrà non solo come traccia indelebile ma sarà un cambiamento profondo e strutturale nella nostra società.

Il cambiamento nei rapporti interpersonali che tu vedi, in maniera particolare nel come viviamo i sentimenti e anche la sessualità, è legato sicuramente a uno stravolgimento nel modo di percepire il presente in una situazione in cui il futuro diventa incerto e dove le vite sono in perenne pericolo. Un fattore che trasforma ciò che un tempo sentivamo come un investimento anche a lunga durata, come un qualcosa che va preso al volo per poi passare ad altro.

La fretta di passare ad altro diventa un modo per affermare il proprio carpe diem e quello che tu percepisci come un consumo dei corpi non è altro che questo: fare tutto il più possibile perché il futuro è incerto e io potrei ammalarmi e morire anche domani. Certo, lo so, non è bello e non è salutare, ma nei momenti di transizione e di incertezza come questo, i parametri si alterano. Ed è così che se da una parte i rapporti con l’altro sesso, o comunque con chi ci attrae, sono diventati più sfuggenti ed effimeri, è anche vero che chi era già in coppia non solo è rimasto in quella coppia anche se in crisi, ma ha alimentato legami ormai chiusi, conclusi, finiti, proprio per paura di ciò che non si conosce fuori da quel legame anche se logoro.

Inutile dire che questo grande esperimento di massa non solo sta cambiando le relazioni tra i sessi ma anche le relazioni tra esseri umani che invece di aumentare la solidarietà, come si sperava con lo slogan “andrà tutto bene”, sta invece inasprendo conflitti, esasperando competizioni, abbassando il grado di comprensione/compassione tra la gente che invece diventa accanita, in una guerra tra poveri dove nessuno è vincitore.

Un accanimento che svuota la relazione empatica per sostituirla con il motto mors tua vita mea, come stiamo vedendo proprio in questi giorni nella inutile e deleteria guerra tra “vaccinati” e “non vaccinati” stigmatizzati tra “provax” e “novax” anche quando c’è qualcuno che semplicemente pone domande o ha incertezze del tutto legittime. Una situazione che sta creando una classe di reietti della società che nulla ha a che vedere con quel senso di umanità e comprensione che dovrebbe contraddistinguere la razza umana. Ci sono mille modi per affrontare una pandemia: la storia è piena di guerre, epidemie, carestie, molto più devastanti di quella che stiamo vivendo adesso. Situazioni in cui l’umanità si è sempre rialzata e trovato la via per risorgere. Abbiamo tutte le capacità di farlo anche adesso. Nel frattempo: restiamo umani.

Imperativo categorico: lasciare il passato alle spalle

e iniziare un nuovo viaggio di conquista usando la volontà.

Carta dei tarocchi: il Carro della vittoria.

 

 

Cara direttrice,

le scrivo perché mi stanno succedendo cose strane. Da dopo la pandemia di Covid non riesco più ad avere rapporti “normali” con gli uomini che sono interessati soltanto a relazioni istantanee, concentrate sul sesso come consumo. Nessuna conoscenza, nessuna sorpresa, nessuna umanità.

È come stare in un enorme “bordello” dove la gente scambia i propri umori e passa ad altro. Sinceramente sono scioccata, amareggiata, e anche schifata. A volte penso che sono io, poi mi rendo conto che in effetti non sono la sola. Parlando con altre persone, vedo che quello che sto vivendo io è comune, una prassi.

Va bene che la pandemia ci ha cambiati, ma a un attento esame direi che ci ha cambiati in peggio, e soprattutto ci sta facendo perdere il contatto umano per cui nella disperazione quello che emerge non è la solidarietà o il bisogno dell’altro, ma l’uso dell’altro, la sfacciata esuberanza dell’essere ormai svuotato che non ha nulla da perdere. La sensazione è quella di stare in un futuro che non avremmo mai voluto vivere e che invece stiamo vivendo, adesso, in questo momento. Un mondo orrendo che già è.

Una giovane donna che non sa che pesci prendere

Cara giovane donna che non sa che pesci prendere, capisco il tuo stato e lo scoramento che provi ma voglio subito rassicurati dicendoti che non sei tu la causa e che in te non c’è nulla di sbagliato. La pandemia ha sicuramente stravolto i rapporti interpersonali e sopratutto quelli tra i sessi, ma non dobbiamo scoraggiarci. Questo è sicuramente un momento di passaggio importante per l’umanità, niente sarà più come prima e quello che stiamo attraversando adesso rimarrà non solo come traccia indelebile ma sarà un cambiamento profondo e strutturale nella nostra società.

Il cambiamento nei rapporti interpersonali che tu vedi, in maniera particolare nel come viviamo i sentimenti e anche la sessualità, è legato sicuramente a uno stravolgimento nel modo di percepire il presente in una situazione in cui il futuro diventa incerto e dove le vite sono in perenne pericolo. Un fattore che trasforma ciò che un tempo sentivamo come un investimento anche a lunga durata, come un qualcosa che va preso al volo per poi passare ad altro.

La fretta di passare ad altro diventa un modo per affermare il proprio carpe diem e quello che tu percepisci come un consumo dei corpi non è altro che questo: fare tutto il più possibile perché il futuro è incerto e io potrei ammalarmi e morire anche domani. Certo, lo so, non è bello e non è salutare, ma nei momenti di transizione e di incertezza come questo, i parametri si alterano. Ed è così che se da una parte i rapporti con l’altro sesso, o comunque con chi ci attrae, sono diventati più sfuggenti ed effimeri, è anche vero che chi era già in coppia non solo è rimasto in quella coppia anche se in crisi, ma ha alimentato legami ormai chiusi, conclusi, finiti, proprio per paura di ciò che non si conosce fuori da quel legame anche se logoro.

Inutile dire che questo grande esperimento di massa non solo sta cambiando le relazioni tra i sessi ma anche le relazioni tra esseri umani che invece di aumentare la solidarietà, come si sperava con lo slogan “andrà tutto bene”, sta invece inasprendo conflitti, esasperando competizioni, abbassando il grado di comprensione/compassione tra la gente che invece diventa accanita, in una guerra tra poveri dove nessuno è vincitore.

Un accanimento che svuota la relazione empatica per sostituirla con il motto mors tua vita mea, come stiamo vedendo proprio in questi giorni nella inutile e deleteria guerra tra “vaccinati” e “non vaccinati” stigmatizzati tra “provax” e “novax” anche quando c’è qualcuno che semplicemente pone domande o ha incertezze del tutto legittime. Una situazione che sta creando una classe di reietti della società che nulla ha a che vedere con quel senso di umanità e comprensione che dovrebbe contraddistinguere la razza umana. Ci sono mille modi per affrontare una pandemia: la storia è piena di guerre, epidemie, carestie, molto più devastanti di quella che stiamo vivendo adesso. Situazioni in cui l’umanità si è sempre rialzata e trovato la via per risorgere. Abbiamo tutte le capacità di farlo anche adesso. Nel frattempo: restiamo umani.

Imperativo categorico: lasciare il passato alle spalle

e iniziare un nuovo viaggio di conquista usando la volontà.

Carta dei tarocchi: il Carro della vittoria.

 

La Posta del Cuore è una rubrica curata da Luisa Betti Dakli che dirige il Network DonnexDiritti e International Women, e che risponderà alle vostre lettere e a ogni vostra richiesta garantendo l’anonimato qualora le sia chiesto. Potete mandare le vostre missive per email o scriverle direttamente nel format qua sotto.

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