Nella fitta rete del manipolatore

Ciao direttrice, la seguo da un po’. Mi ritengo una persona abbastanza sicura ma negli ultimi mesi è entrata una persona nella mia vita che ha condizionato tutte le mie scelte, spesso senza che neanche me ne rendessi conto. La cosa che mi ha spinto a scriverle è che ci ho messo del tempo prima di raggiungere questa consapevolezza.

Questo perché la persona in questione è riuscita a manipolarmi: sempre presente e disponibile, apprensiva e in grado di trovare soluzioni ai miei problemi, ha poi iniziato a sottolineare le mie debolezze ponendosi come l’unico in grado di supportarmi a prescindere da tutto, fino ad “assolutizzare” il rapporto e a diventare l’unico punto di riferimento nella mia vita.

Di conseguenza mi sono pian piano distaccata da tutti gli altri, amici e familiari, fino a quando ho realizzato che non ero stata io a scegliere tutto questo. Mi chiedo come sia possibile perdere totalmente il controllo in questo modo e se sia una cosa comune, soprattutto quando si ha poca esperienza.

Cristina

Cara Cristina, la situazione che mi descrivi non è assolutamente da sottovalutare perché spesso questo tipo di isolamento viene creato proprio per fare terra bruciata intorno alla persona che si intende controllare ed è l’anticamera di una situazione di violenza psicologica che può anche evolversi in altre forme di violenza. Se è di un uomo, come mi sembra, quello di cui mi parli, è assolutamente necessario che tu te ne allontani il prima possibile, parlandone anche con una persona di fiducia che ti sta accanto e che può essere un familiare o un’amica.

La tattica è appunto quella di stabilizzare e concretizzare una dipendenza psicologica che si opera su due fronti: la prima è parlando male di chi ti sta intorno, e la seconda è il convincerti che tu da sola non puoi andare avanti e che in fondo sei una incapace.

Questo tipo di distruzione dell’autostima, assolutamente priva di fondamento, si insinua nelle nostre insicurezze che vengono così ampliate fino a farci diventare degli imbelli in mano a quello che poi, in un secondo tempo, diventerà il nostro maltrattante e che si rivelerà definitivamente solo dopo aver compiuto in maniera completa l’azione di isolamento cosicché tu non abbia poi nessuno a cui chiedere aiuto quando ne avrai bisogno.

Il consiglio quindi che ti do è di non pensare che tu sia una anormale e che capiti solo a te, ma di chiudere il prima possibile con questa persona con un atto definitivo e senza appelli, e di crearti un cordone di solidarietà intorno quando lui tornerà all’attacco.

Imperativo categorico: atto di forza.

Carta dei tarocchi: La forza.

 

 

 

Ciao direttrice, la seguo da un po’. Mi ritengo una persona abbastanza sicura ma negli ultimi mesi è entrata una persona nella mia vita che ha condizionato tutte le mie scelte, spesso senza che neanche me ne rendessi conto. La cosa che mi ha spinto a scriverle è che ci ho messo del tempo prima di raggiungere questa consapevolezza.

Questo perché la persona in questione è riuscita a manipolarmi: sempre presente e disponibile, apprensiva e in grado di trovare soluzioni ai miei problemi, ha poi iniziato a sottolineare le mie debolezze ponendosi come l’unico in grado di supportarmi a prescindere da tutto, fino ad “assolutizzare” il rapporto e a diventare l’unico punto di riferimento nella mia vita.

Di conseguenza mi sono pian piano distaccata da tutti gli altri, amici e familiari, fino a quando ho realizzato che non ero stata io a scegliere tutto questo. Mi chiedo come sia possibile perdere totalmente il controllo in questo modo e se sia una cosa comune, soprattutto quando si ha poca esperienza.

Cristina

Cara Cristina, la situazione che mi descrivi non è assolutamente da sottovalutare perché spesso questo tipo di isolamento viene creato proprio per fare terra bruciata intorno alla persona che si intende controllare ed è l’anticamera di una situazione di violenza psicologica che può anche evolversi in altre forme di violenza. Se è di un uomo, come mi sembra, quello di cui mi parli, è assolutamente necessario che tu te ne allontani il prima possibile, parlandone anche con una persona di fiducia che ti sta accanto e che può essere un familiare o un’amica.

La tattica è appunto quella di stabilizzare e concretizzare una dipendenza psicologica che si opera su due fronti: la prima è parlando male di chi ti sta intorno, e la seconda è il convincerti che tu da sola non puoi andare avanti e che in fondo sei una incapace.

Questo tipo di distruzione dell’autostima, assolutamente priva di fondamento, si insinua nelle nostre insicurezze che vengono così ampliate fino a farci diventare degli imbelli in mano a quello che poi, in un secondo tempo, diventerà il nostro maltrattante e che si rivelerà definitivamente solo dopo aver compiuto in maniera completa l’azione di isolamento cosicché tu non abbia poi nessuno a cui chiedere aiuto quando ne avrai bisogno.

Il consiglio quindi che ti do è di non pensare che tu sia una anormale e che capiti solo a te, ma di chiudere il prima possibile con questa persona con un atto definitivo e senza appelli, e di crearti un cordone di solidarietà intorno quando lui tornerà all’attacco.

Imperativo categorico: atto di forza.

Carta dei tarocchi: La forza.

 

 

 

La Corrispondenza è una rubrica curata da Luisa Betti Dakli che dirige il Network DonnexDiritti e International Women, e che risponderà alle vostre lettere e a ogni vostra richiesta garantendo l’anonimato qualora le sia chiesto. Potete mandare le vostre missive per email o scriverle direttamente nel format proposto qua sotto.

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