In amore non si fanno prigionieri

Cara Direttrice 

Le scrivo in merito a una problematica che mi affligge da tempo. Da settembre mi trovo intrappolata nel circolo vizioso nell’amore non ricambiato. Parlo di circolo vizioso poiché per quanto mi riguarda, nonostante il rifiuto, l’andare avanti sembra una soluzione meno felice del continuare a calpestarsi nell’attesa di quei tre minuti di attenzione.

Mettere a fuoco e in primo piano ciò che ci salvaguarda e non ci nuoce è difficile. È difficile quando per un motivo o un altro si arriva al punto di dimenticare il valore della nostra persona e a dipendere completamente dall’altro. Che poi è forse è solo l’idea dell’altro, ovviamente un’idea nata da fatti accaduti ma destinati a morire sul momento. Il rapporto non reciproco, se illuso, porta ad una speranza quotidiana, la speranza di cambiare l’immutabile.  

Diventa una corsa alla felicità e all’amore purtroppo fine a se stessa, ma che pur di inseguirla fa ignorare tutti gli ostacoli, calpestando per prima cosa se stessi. Ed è questo che mi fa paura, quando eliminare l’altro non è possibile e si è costretti a viverci giorno dopo giorno, quando si diventa la spalla su cui fa affidamento e piange.

Sorridere e continuare a rendere la sua vita più semplice, bensì lo si desideri con tutto il cuore diventa un mezzo di autolesionismo. E la consapevolezza non frena, la speranza si cela dietro ogni gesto e l’amore da voler dare freme così tanto a uscire che accetta a braccia aperte anche il desidero e la ricerca priva di sentimento, fine solo a un piacere fisico momentaneo che fa vergognare. Non c’è più rispetto per se stessi e non si distingue più l’esser usati e l’esser amati.

L’amor proprio è perduto e l’idea di amare davvero e costruire un rapporto sano con un’altra persona è incontemplato. Ricevere anche solo quel briciolo di attenzione una volta ogni chissà quanti mesi, assurdamente sembra valer più la pena di costruire un rapporto equilibrato dove non bisogna elemosinare affetto. 

Le scrivo quindi per un consiglio su come riuscire a far diventare l’amor proprio il salvagente che ci permetta di non annegare nel solito circolo vizioso. 

Carissima,

sei in bel casino e te lo dico a scanso di equivoci perché questa cosa che ti sta facendo soffrire, non diminuirà ma anzi, aumenterà. In una situazione del genere ci sono due livelli da affrontare: il primo è perché ti ci sei ficcata dentro a sta situazione, perché ti sei sentita così fortemente attratta dalla sofferenza, cosa c’è che non va e perché non pensi di meritarti una storia d’amore con A maiuscola? Perché questo autolesionismo? La seconda è su di lui: cosa ha di bello lui? è un uomo eccezionale? Imperdibile? Ineguagliabile? non credo proprio.

Qui cara mia ci vuole il piede di porco, uno scatto di reni fortissimo che ti faccia uscire da questo buco una volta per tutte, ci vuole una vocina che da dentro ti dica: ora si apre la caccia, quella vera. Tira fuori unghie e denti, tira fuori l’animale che c’è in te, e taglia corto con la bimba impaurita e remissiva che arrossisce per un bacio per lasciare il posto alla pantera che è in letargo e che non aspetta altro che essere svegliata.

Tira fuori grinta, bellezza, audacia e trovati non uno, non due, non tre, ma tutti gli uomini che vuoi e facci tutto quello che ti pare, diventa un’animale insaziabile e riempi tutto il tuo tempo sessuale. Vedrai che il tizio sopra ti cercherà come i cani da tartufo, peccato che a te, a quel punto, di lui non te ne fregherà più un fico secco.

Imperativo categorico: risveglio.

Carta dei Tarocchi: il giudizio.

 

Cara Direttrice 

Le scrivo in merito a una problematica che mi affligge da tempo. Da settembre mi trovo intrappolata nel circolo vizioso nell’amore non ricambiato. Parlo di circolo vizioso poiché per quanto mi riguarda, nonostante il rifiuto, l’andare avanti sembra una soluzione meno felice del continuare a calpestarsi nell’attesa di quei tre minuti di attenzione.

Mettere a fuoco e in primo piano ciò che ci salvaguarda e non ci nuoce è difficile. È difficile quando per un motivo o un altro si arriva al punto di dimenticare il valore della nostra persona e a dipendere completamente dall’altro. Che poi è forse è solo l’idea dell’altro, ovviamente un’idea nata da fatti accaduti ma destinati a morire sul momento. Il rapporto non reciproco, se illuso, porta ad una speranza quotidiana, la speranza di cambiare l’immutabile.  

Diventa una corsa alla felicità e all’amore purtroppo fine a se stessa, ma che pur di inseguirla fa ignorare tutti gli ostacoli, calpestando per prima cosa se stessi. Ed è questo che mi fa paura, quando eliminare l’altro non è possibile e si è costretti a viverci giorno dopo giorno, quando si diventa la spalla su cui fa affidamento e piange.

Sorridere e continuare a rendere la sua vita più semplice, bensì lo si desideri con tutto il cuore diventa un mezzo di autolesionismo. E la consapevolezza non frena, la speranza si cela dietro ogni gesto e l’amore da voler dare freme così tanto a uscire che accetta a braccia aperte anche il desidero e la ricerca priva di sentimento, fine solo a un piacere fisico momentaneo che fa vergognare. Non c’è più rispetto per se stessi e non si distingue più l’esser usati e l’esser amati.

L’amor proprio è perduto e l’idea di amare davvero e costruire un rapporto sano con un’altra persona è incontemplato. Ricevere anche solo quel briciolo di attenzione una volta ogni chissà quanti mesi, assurdamente sembra valer più la pena di costruire un rapporto equilibrato dove non bisogna elemosinare affetto. 

Le scrivo quindi per un consiglio su come riuscire a far diventare l’amor proprio il salvagente che ci permetta di non annegare nel solito circolo vizioso. 

Carissima,

sei in bel casino e te lo dico a scanso di equivoci perché questa cosa che ti sta facendo soffrire, non diminuirà ma anzi, aumenterà. In una situazione del genere ci sono due livelli da affrontare: il primo è perché ti ci sei ficcata dentro a sta situazione, perché ti sei sentita così fortemente attratta dalla sofferenza, cosa c’è che non va e perché non pensi di meritarti una storia d’amore con A maiuscola? Perché questo autolesionismo? La seconda è su di lui: cosa ha di bello lui? è un uomo eccezionale? Imperdibile? Ineguagliabile? non credo proprio.

Qui cara mia ci vuole il piede di porco, uno scatto di reni fortissimo che ti faccia uscire da questo buco una volta per tutte, ci vuole una vocina che da dentro ti dica: ora si apre la caccia, quella vera. Tira fuori unghie e denti, tira fuori l’animale che c’è in te, e taglia corto con la bimba impaurita e remissiva che arrossisce per un bacio per lasciare il posto alla pantera che è in letargo e che non aspetta altro che essere svegliata.

Tira fuori grinta, bellezza, audacia e trovati non uno, non due, non tre, ma tutti gli uomini che vuoi e facci tutto quello che ti pare, diventa un’animale insaziabile e riempi tutto il tuo tempo sessuale. Vedrai che il tizio sopra ti cercherà come i cani da tartufo, peccato che a te, a quel punto, di lui non te ne fregherà più un fico secco.

Imperativo categorico: risveglio.

Carta dei Tarocchi: il giudizio.

 

La Corrispondenza è una rubrica curata da Luisa Betti Dakli che dirige il Network DonnexDiritti e International Women, e che risponderà alle vostre lettere e a ogni vostra richiesta garantendo l’anonimato qualora le sia chiesto. Potete mandare le vostre missive per email o scriverle direttamente nel format proposto qua sotto.

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