Desirée, nuovo sciacallaggio dai sostenitori del #DDLPillon

Dopo il tentativo, quasi riuscito, di cavalcare politicamente la morte di Desirée da parte del Ministro Salvini in appoggio ad azioni restrittive nei confronti dei migranti, ecco un nuovo  tentativo di speculare sul corpo della giovane ragazza morta: quello dei sostenitori del DDL Pillon. L’autore è Davide Stasi, e pubblica questo scritto dal titolo “Delitto Desirée: c’è un’altra vittima. Il padre” nel sito negazionista “Stalker sarai tu”, e prendendo spunto dalla morte parla in realtà di qualcun altro, del padre di Desirée: un padre separato accusato di stalking. Stasi prima sproloquia su ipotetici “boati di silenzio che arrivano dal campo femminista”, e continua citando un giornale locale della Ciociaria che invece parla di “un’altra vittima, di Gianluca, il padre di Desirée. Un eroe moderno. Un Uomo italiano. Un Padre italiano”.

stalker

Un uomo che Stasi decide di celebrare mettendolo davanti alla morte della figlia di 16 anni che evidentemente non è la protagonista della storia ma solo uno strumento per santificare un padre separato ingiustamente condannato, secondo Stasi, a stare ai domiciliari per stalking. Un uomo su cui pendeva una denuncia fatta non solo dalla moglie ma anche da parte di Desirée che non lo voleva vedere e che, come riporta il giornale, in “agosto aveva sporto una denuncia” che lo stesso decide di attribuire a “per aver ricevuto qualche sberla”. Ebbene, ieri, Stasi si è preso la briga di difendere quest’uomo chiamandolo “eroe” a nome di tutti quei padri che soffrono e che sono ingiustamente condannati da mogli infide e malevole.

Un discorso in cui se la prende con quei magistrati che invece di fare il loro dovere, avevano imposto la custodia cautelare al padre di Desirée, con affermazioni come “Insisteva per vedere la figlia, ci scommetto. Per vederla e proteggerla. Ma no, è arrivata la denuncia dell’ex moglie e i magistrati sono andati dritti alla meta, come al solito: arresti domiciliari per l’uomo, senza che ci fosse condanna alcuna. Cautelari, si dirà. Ma era davvero così pericoloso Gianluca? Ne dubito”. Magistrati che vengono da lui accusati per la morte di Desirée materialmente “uccisa da degli estranei” ma per lui “moralmente uccisa dai magistrati, dalla madre, e dagli estensori e difensori della legge contro lo stalking”.

In realtà, come riporta oggi Repubblica: La mamma si era rivolta ai servizi sociali per mandare Desirée in comunità e il padre era in realtà coinvolto nello spaccio locale.

Ecco a voi Davide Stasi, uno degno rappresentante dei sostenitori del #DDLPillon.

 

 

 

 

 

Ne stanno parlando tutti di Desirée, la povera sedicenne drogata, stuprata e uccisa a Roma, per questo non ne voglio parlare. Già altri stanno dicendo e scrivendo cose che nella maggior parte dei casi condivido. Non voglio parlare nemmeno dei boati di silenzio che arrivano dal campo femminista, da sempre pro-immigrazione, da sempre ipocrita da far schifo. Nessuno, tranne un giornale locale della Ciociaria, sta parlando di un’altra vittima, di Gianluca, il padre di Desirée. Un eroe moderno. Un Uomo italiano. Un Padre italiano. Di cui ora i grandi media dicono solo che era pregiudicato per stalking… maledetti porci bugiardi. Separato dalla moglie da anni, era stato da lei denunciato di recente per stalking. Insisteva per vedere la figlia, ci scommetto. Per vederla e proteggerla. Ma no, è arrivata la denuncia dell’ex moglie e i magistrati sono andati dritti alla meta, come al solito: arresti domiciliari per l’uomo, senza che ci fosse condanna alcuna. Cautelari, si dirà. Ma era davvero così pericoloso Gianluca? Ne dubito. E ne dubito perché in agosto la figlia era scappata di casa, come già aveva fatto in precedenza. Incurante del rischio penale, Gianluca è evaso dai domiciliari per cercarla. L’ha trovata, l’ha portata a casa. Era sua figlia e se n’è strafottuto dell’ordine di non avvicinarla conseguente alla precedente accusa per stalking. Se n’è strafottuto e ha fatto bene. Così fa un padre e uomo italiano. Poi hanno litigato, lui e Desirée. Nella lite è volato qualche ceffone. La figlia l’ha denunciato, con ciò peggiorando la situazione detentiva del padre. Gianluca stava chiedendo a un giudice l’annullamento dei domiciliari, con l’ex moglie per altro d’accordo, mentre Desirée viveva il suo incubo. Mentre la ragazza veniva drogata, stuprata e uccisa, colui che avrebbe potuto proteggerla, che già l’aveva protetta anche a costo di violare la legge, si sentiva dire “no” da quel giudice. Materialmente Desirée è stata uccisa da degli estranei. Moralmente è stata uccisa dai magistrati, dalla madre, e dagli estensori e difensori della legge contro lo stalking. E insieme a lei è stata uccisa anche l’anima dell’ennesimo uomo e padre italiano. Uno di quelli sempre allontanati dai figli dopo le separazioni. Allontanati e, quando è possibile, arrestati e incarcerati. Per evitare che proteggano troppo o facciano troppo del bene ai propri figli.

 

 

 

 

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/10/20/news/il-femminicidio-e-un-invenzione-della-sinistra-bufera-sul-consigliere-leghista-tuiach-1.16015043?fbclid=IwAR3gYHsP6Nh-SS2JfFMtCAfIBpgrgZk28ddkaxyG30GBie3Xhe33AW3cVCM

https://stalkersaraitu.com/?p=14540&fbclid=IwAR21AMpPggyHqTHJpBQ6zhA5stP0Mh2IRHNUQWUwHX8ToP5NmRE6atw2_io

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