Sulle tracce di Runa: la ragazza scomparsa da una casa famiglia

Gli appelli del padre e della madre di Runa Moccia a La vita in diretta (30/08/2018)

Runa Moccia, la ragazza di 17 anni scomparsa da un mese, viveva in una casa famiglia nell’astigiano non perché avesse problemi ma perché anni prima gli assistenti sociali avevano tolto la potestà ai genitori di tutti e 5 i figli collocandoli in diverse case famiglia. Due genitori che oggi disperatamente la cercano e che all’epoca sono stati decretati inadeguati per la loro povertà da uno Stato che per legge dovrebbe sostenere le famiglie indigenti prima di decidere di togliere la custodia dei figli ai genitori naturali. La legge sull’affido e le adozioni recita: ‘Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia’ (all’art. 1,1), e inoltre che ‘Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto’ (art.1,2). In Italia ci sono circa 30 mila minori collocati in casa famiglia di cui il 20% per cause di assenza dei genitori (morte, carcere, ecc.) o per abuso e maltrattamenti, mentre per il restante 80% in presenza di almeno un genitore accudente e per cause che potrebbero essere risolte in altro modo. Strutture da dove però ragazzi e ragazze spesso desiderano fuggire, anche a costo di esporsi in maniera fatale, per cercare qualcosa di diverso altrove o a volte anche semplicemente per tornare alla famiglia d’origine. Come un ragazzo di 16 anni che qualche anno fa, dopo essere stato tolto alla madre e alla sua casa in Toscana per essere collocato in una struttura in Umbria, ha progettato per mesi una fuga riuscendo a tornare da solo e a piedi dalla madre dopo tre anni di distacco.

Ma perché collocarli fuori dalla famiglia anche in presenza di genitori accudenti? Se ci soffermiamo sul fatto che ogni minore in casa famiglia costa dai 3mila ai 3.500 euro al mese, i conti sono presto fatti. Cifre che se moltiplicate per 5, come in questo caso, avrebbero certamente reso possibile la permanenza dei bambini e delle bambine presso la loro casa e con i loro genitori, invece di essere costretti a vivere altrove tutti separati gli uni dalle altre.

Oggi Runa non si trova, è sparita il 29 luglio mentre con gli educatori era insieme alle sue compagne a prendere un gelato, lasciando in camera i suoi documenti e il telefono. La mamma, Marian Nur Abukar, è una somala fuggita negli anni ’90 dalla guerra civile e che nel 2000 – come riporta La Stampa –  aveva incontrato Piero Moccia, che di lavoro faceva il tornitore. «Ci siamo amati tanto – dice Marian – insieme abbiamo avuto cinque figli».  Ma poi sono arrivati i problemi di salute e di lavoro e con loro anche gli assistenti sociali: «Ci hanno portato via tutti i bambini, ci hanno tolto la patria potestà» e i loro 5 figli sono stati collocati altrove, spezzando così anche il legame tra i genitori che si sono allontanati l’uno dall’altra.

Oggi il padre di Runa la sta cercando ovunque, con volantini e appelli in televisione: da La vita in diretta a Chi l’ha visto, e fa appello al ragazzo con cui Runa aveva una relazione, scomparso anche lui nel nulla, perché teme che sua figlia sia segregata contro la sua volontà. A sostegno di questa tesi ci sono i messaggi dall’account di Facebook, che non sembrano quelli della ragazza ma di qualcun altro, e le telefonate anonime che il padre continua a ricevere. Runa però sarebbe anche stata vista, con una certa sicurezza, da un ragazzo che l’avrebbe vista piangere e disperarsi, cosa che da una parte solleva i genitori e dall’atra li getta nello sconforto;  mentre la procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti e i carabinieri avrebbero rintracciato  il telefono dal quale sarebbero partite le telefonate anonime.

Alla luce di tutto questo però mi domando: se Runa fosse stata lasciata alla custodia di due genitori, che si mostrano oggi così legati ai propri figli, e se questa famiglia non fosse stata divisa ma fosse stata aiutata con un sostegno diretto, questa ragazza oggi dove sarebbe?

 

 

 

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