Perché portare in tv Luxuria sulla violenza contro le donne?

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Non ci sono dubbi, la tentazione di diventare un caso mediatico solletica tutti. Ma tutto ha un limite. La trasmissione #cartabianca in cui Asia Argento è stata rivittimizzata davanti a milioni di telespettatori è un cattivo esempio di tv ma anche di un giornalismo impreparato ad affrontare un tema così delicato come la violenza maschile sulle donne, come spesso succede passando anche inosservato in numerosi programmi d’informazione ma anche in pessime pagine di giornali. Eppure le parole crudeli e piene di un pregiudizio di Valdimir Luxuria che senza alcuna conoscenza delle dinamiche che accompagnano la violenza, ha lanciato nei confronti di Asia Argento che a 21 anni ha subito violenza dal produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, sono state come pugnalate a tutte le donne che hanno vissuto un’esperienza del genere e che non solo non sono state ascoltate ma anzi sono state stigmatizzate e messe in discussione come non credibili: marchiate come essere abbietti che mentono su una cosa che in realtà gli è piaciuta e su cui erano consenzienti. Una prassi che purtroppo ancora viene praticata in troppe caserme e tribunali, e che sono la causa principale per cui le donne non denunciano. Sentenze lanciate che arrivano come macigni di un’ovvia ignoranza da parte di una persona che non si è mai occupata da questi argomenti e che quindi non sa che è normalissimo che una donna decida di denunciare anche dopo anni di violenza (e deve essere libera di farlo se vuole), che non sa che molte donne continuano a frequentare l’uomo che le ha manipolate e usato violenza soprattutto se giovani, che una sopravvissuta spesso è inconsapevole che quella che sta vivendo è una violenza e che può prenderne coscienza anche dopo, e che il trauma di una violenza rimane impresso nella memoria del corpo in un modo tale che essere sottoposte a un giudizio così pesante e pieno di pregiudizi infondati, è come rivivere una seconda volta la sofferenza di quello che si è passato. Ma siamo in Italia e questo succede non solo nei media ma appunto anche nei luoghi in cui le donne dovrebbero essere protette e tutelate. Un vittimizzazione secondaria vietata in Italia per legge dalla Convenzione di Istanbul che forse dovremmo cominciare ad applicare seriamente evitando episodi come questo e applicando anche possibili sanzioni o richiami verso chi agisce in questa direzione.

Ma c’è anche un punto molto importante che è il seguente: perché invitare in una trasmissione del genere in cui si parla di questi argomenti davanti a milioni di utenti, Vladimir Luxuria che di mestiere è attrice, conduttrice, scrittrice, autrice teatrale, ex politica e attivista (come recita il suo profilo su Wikipedia)? Perché sottoporre Asia Argento a questa gogna mediatica davanti a milioni di spettatori come in un’arena davanti a una massa col dito alzato o piegato sapendo già in partenza che sarebbe stata una mattanza e che la sopravvissuta sarebbe stata rivittimizzata da una persona che non sa nulla di quello di cui si va a parlare? Perché non invitare anche un’esperta, una psicologa dei centri antiviolenza, un’avvocata che avrebbe almeno spiegato a Vladimir Luxuria che le violenze non si consumano in ville isolate ma per la maggior parte nella propria casa e che quello che trattiene le donne accanto ai loro offender non è la dipendenza economica dato che una grande percentuale di queste donne provengono da ceti sociali abbienti con un lavoro spesso anche di prestigio? Chiarificazioni che naturalmente Bianca Berlinguer, malgrado la buona volontà e la buona fede, non è stata in grado di fare in maniera esaustiva e su cui, anche se Asia Argento si è difesa molto bene, non sarebbe stato opportuno esporre in quel modo una sopravvissuta.

Riguardo la violenza sulle donne esiste un sapere maturato negli anni di lavoro, una conoscenza specifica a livello internazionale che ha permesso di salvare molte vite e di migliorare le condizioni non solo delle donne ma dell’intera umanità. Riguardo un fenomeno così pervasivo come la violenza di genere che coinvolge 1 miliardo di donne e ragazze nel mondo, è importante parlare e sicuramente far venire a galla un fenomeno strutturale, e non emergenziale, come la violenza ma altrettanto importante è parlarne bene, nella maniera corretta ed essere preparati per farlo, in tutti i campi: dai tribunali, alle forze di polizia, alla scuola e attraverso i media. Portare una sopravvissuta a uno show televisivo non è sempre la via giusta e anche se è lei a volerlo, è necessario prendere molte precauzioni. In ogni caso è doveroso da parte della redazione evitare salotti mediatici in cui possa venire sottoposta a giudizi che non hanno nessuna base di conoscenza del problema perché gli ospiti della trasmissione sono persone che fanno altro e che quindi non solo non hanno autorevolezza su questo sapere ma che spesso sono condizionati da stereotipi che coincidono con una cultura ancora profondamente maschilista e sessista come la nostra. Una eventualità che si presenta non solo tra Asia Argento e Vladimir Luxuria a Cartabianca ma nella maggioranza delle trasmissioni televisive italiane. L’informazione quindi è importante e assistere a pagine di questo tipo non fa bene a nessuno, ed è per questo che anche l’Ordine dei giornalisti si sta ponendo da tempo l’obiettivo non solo di una formazione ad hoc per i giornalisti sulla narrazione del femminicidio, ma di regole di autoregolamentazione come il Manifesto di Venezia – redatto dalla Federazione nazionale della stampa insieme a Giulia giornaliste e l’Usigrai – a cui hanno aderito già migliaia di giornalisti e che (dopo Venezia) sarà presentato a Roma il 21 dicembre alla Camera con il convegno Il Manifesto di Venezia: come raccontare il femminicidio” che si svolgerà alla sala dei Gruppi via Campo Marzio 78 dalle 9.30 in poi. 

 

4 pensieri su “Perché portare in tv Luxuria sulla violenza contro le donne?

  1. Vladimir lucsuria ha perso l’occasione di chiedere scusa e in fondoragiona con la testa di un uomo pure stupido in questo caso

  2. Condivido alcuni aspetti messi in luce nel post ma mi permetto di sottolineare che qui il tema è a ben vedere quello della violenza sessuale, non quello della violenza sulle donne. Le donne e gli uomini non c’entrano nulla.

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