Diritti Umani

Il papà di Stefania Noce s’inc** su Fb

E’ con sommo piacere che pubblico sul blog l’articolo apparso sul sito di Femminismo a sud, dal titolo “Il papà di Stefania Noce ai maschilisti: Non in suo nome!”, in cui viene denunciato, per l’ennesima volta, la pagina di Facebook dove, sotto mentite spoglie, si celano contenuti maschilisti e violenti. La pagina, che si presenta come  “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”, un nome che fa venire la voglia di essere cliccato con un “mi piace” a chiunque, è in realtà, come testimonia “Femminismo a sud”, una pagina diffamatoria contro le donne ed è un trabocchetto che ha fruttato alla pagina circa 400mila gradimenti. Contenuti sessisti, al limite della violenza, che sono sparsi e ripetuti anche in altri siti come per esempio “Bollettino di guerra“, che ha letteralmente scippato il nome a uno dei più interessanti blog sul femicidio, il vero “bollettino-di-guerra” che appunto si è dovuto preoccupare di specificare di non aver niente a che fare con il suddetto “clone”; oppure “Cominicazione di genere” (clone del sito di “Un altro genere di comunicazione“) che su facebook ha una pagina che recita “Uomini e donne uniti contro la cultura nazifemminista”; o ancora “False accuse“, sito che non solo si occupa di segnalare “persone ingiustamente accusate di reati mai commessi: omicidio e tentato omicidio, stalking, stupro, violenza di genere”, ma che mi ha direttamente messo in causa, circa la video inchiesta che ho girato qualche tempo fa nel nido del carcere di Rebibbia a Roma (“Il carcere sotto i tre anni di vita”) – con testimonianze delle recluse ma anche della direttrice del carcere femminile, Lucia Zainaghi, e dell’educatrice, Eugenia Fiorillo – di aver manipolato i casi e di far parte della “combriccola di Roberta Lerici”, una bravissima professionista, ma che io purtroppo conosco solo di nome. Il padre, non a caso, di tutti questi mostri sembra però essere un sito dal nome emblematico di “nazifemminismo“, che chiarisce bene cosa tramano in verità le donne: lo sterminio degli uomini. Un bel quadretto che non solo spiega la rabbia del padre di Stefania Noce, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato il 26 dicembre 2011, ma anche le 12 donne che dall’inizio dell’anno a oggi sono state uccise, da parte di mariti o ex, in Italia: 12 donne in 15 giorni che sono quasi una al giorno.

da Femminismo a sud

“Il papà di Stefania Noce ai maschilisti: Non in suo nome! – Da due giorni, mentre raccontiamo del numero altissimo di vittime della violenza maschile, che oggi sono diventate #12 per il 2012, denunciamo (QUI e QUI) il fatto che la pagina NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE (pagina facebook di 400mila e rotti affiliat*), gestita da maschilisti e padri separati, antiabortisti, misogini, lesbofobi e costantemente impegnati a evitare di parlare di lotta contro la violenza sulle donne, a diffamare le femministe, a divulgare link di cloni peggiorativi dei blog che lottano contro la violenza sulle donne, a parlare male delle donne uccise imputando quelle morti al fatto che sarebbero state cattive con gli ex mariti, a parlare malissimo dei centri antiviolenza e mille altre cose ancora che potete verificare voi stess*, in quella pagina, insomma, dove i padri di figlie uccise da uomini violenti valgono meno di zero, viene strumentalizzato il nome di Stefania Noce, vittima di un brutale femminicidio compiuto dal suo ex fidanzato, per accreditare gli argomenti che Stefania avrebbe certamente aborrito. E’ stata creata una pagina su Stefania che in due giorni, da che abbiamo segnalato la questione, ha cambiato vari nomi. Quello che sappiamo è che chi gestisce la pagina fake sulla violenza sulle donne ha l’abitudine di attivare pagine fuorvianti per poi continuare a diffondere contenuti misogini, antifemministi e sui padri separati. Il papà di Stefania, certamente addolorato e sicuramente ancora più turbato del fatto che in un momento di così grande dolore qualcuno possa avere anche il solo pensiero di strumentalizzare il nome di sua figlia in questo modo, è intervenuto sulla pagina dei maschilisti per chiedere in modo eloquente che non venga MAI più fatto il nome di sua figlia. Di contro ha trovato risposte vaghe, non c’ero e se c’ero dormivo, e infine chi gestisce la pagina dopo aver cancellato un po’ di commenti sparsi, che noi avevamo comunque screenshottato, l’ha messa in standby (opzione “visibile solo agli admin”) per avere il tempo di cancellare, rassettare e forse informarsi con l’avvocato e poter dare una delle sue risposte cicliche (“siamo stati diffamati… querelemo e bla bla bla”) e chissà che altro. Gli verrà mai in mente che deve solo mollare il nome di Stefania e continuare la sua crociata antifemminista e integralista senza strumentalizzare una donna vittima di quel genere di uomini che in quella pagina trovano giustificazione e conforto? Con la disponibilità del papà di Stefania, al quale manifestiamo la nostra più grande solidarietà e al quale rivolgiamo, a lui e a tutte le persone alle quali Stefania era cara, un abbraccio sincero, pubblichiamo gli screenshot dell’intera conversazione, almeno fino a quando la pagina è stata visibile”.

30 risposte »

  1. Molti casi – non tutti ma molti – sono sovrapponibili a questo.

    «La giustizia che non c’è mi spinge a questo gesto.
    Fino a questo momento io ho servito lo Stato»
    (Ultima lettera di Saverio Galloppo)

    L’ispettore di polizia Saverio Galoppo, originario di Afragola (NA), 47 anni, presta servizio presso il Commissariato di Genova. Vive in caserma, dopo la separazione la moglie ha avuto l’assegnazione della casa coniugale e sul mercato del capoluogo ligure l’ispettore non ha risorse per acquistarne o affittarne un’altra.
    L’8 luglio 2003 uccide a colpi di pistola la moglie Tina, 43 anni, la figlia Sara di 8, il figlio Davide di 4, e si suicida.
    Accusava la moglie di non fargli vedere i figli, anche usando false denunce di maltrattamenti.
    Si era difeso con una querela per calunnia, ma il solo fatto di essere indagato per maltrattamenti in famiglia rischiava di compromettere il posto di lavoro.
    Secondo le testimonianze raccolte tra colleghi e superiori, poco prima del dramma la moglie gli avrebbe rivolto delle minacce: ti mando sul lastrico, ho preso la casa ed adesso ti tolgo i figli e lo stipendio.
    Saverio Galoppo ha lasciato alcune lettere nelle quali spiega i motivi del tragico gesto: lamentava di non poter vedere i figli, per colpa della moglie che li considerava una proprietà esclusiva, e dei giudici che non tengono conto dei diritti dei padri. Le lettere sono state poste sotto sequestro, solo un breve stralcio è stato pubblicato da Il Secolo XIX. Era inoltre disperato perché la moglie aveva deciso di tornare a vivere in provincia di Lecce, portando i figli ad oltre 1000 km da Genova.

    Il legale di Galoppo, avv. Piero Angustone, dichiara agli inquirenti che il proprio assistito “viveva con angoscia e tormento il fatto di non poter vedere i figli con assiduità”, a causa delle accuse strumentali di maltrattamenti e dei continui ostacoli costruiti dalla controparte.
    Per una singolare coincidenza, i verbali della separazione motivano l’affidamento dei figli alla madre “per evitare violenze”.

    Uno dei motivi d’attrito, anche precedente alla separazione, era la difficoltà di occuparsi della prima figlia Aurora, ormai maggiorenne, avuta dal precedente matrimonio: la moglie dell’ispettore mal sopportava la presenza della ragazza in casa.
    Galoppo aveva temporeggiato, evitando – anche dietro consiglio del legale – di denunciare i ripetuti incontri con i bambini saltati a causa del veto della ex moglie, nonché di contestare le due querele ricevute per 25 e 12 minuti (venticinque e dodici minuti) di ritardo nel riconsegnarli alla madre.

    Aspettava le vacanze estive per poter stare con Sara e Davide, notoriamente il periodo più lungo che un genitore separato può trascorrere con i figli.
    Anche le vacanze estive sono saltate: l’ex moglie ha presentato un ricorso – strumentale, a detta dell’avvocato Angustone – per convocarlo in tribunale proprio nel periodo che avrebbe dovuto trascorrere con i figli.

    Saverio Galoppo ha saputo il 6 luglio che per l’ennesima volta non avrebbe visto i figli, l’8 luglio ha compiuto la strage e si è tolto la vita.

    [Fonte: http://www.psychomedia.it/pm/grpind/separ/ubaldi-nestola.pdf%5D

  2. @Beatrice: ecco brava, prendi quante più distanze possibili da me e dalle donne che la pensano come noi, vai a rafforzare le tesi maschiliste sui siti a te ideologicamente vicini, già che ci sei fai loro il caffè, stira le camicie, ascolta pazientemente le loro lamentale, insomma renditi utile come una vera donna dovrebbe fare! Non cazzeggiare qui da noi.

  3. Volevo spiegare a Lorenzo Gasparrini che mi chiamo Francesco Vittorino, non sono un frequentatore di “No alla violenza sulle donne” e può venire a trovarmi quando vuole a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove gli spiegherò che non tutti quelli che esprimono idee diverse dalle sue sono fake o troll. Magari potrebbe farmi una telefonatina prima di passare… non so se posso mettere qui il numero di telefono ma, se va su FacciaLibro, lo trova subito (sono il Francesco Vittorino coi baffi e la camicia blu, classe 1990)… questo sempre perché sono un falso cospiratore con un sacco di cose da nascondere, si capisce…
    Troppo “Femminismo a Sud” vi ha fatto male, ragazzi. Dovreste smettere, una buona volta, di dividere il mondo in gente d’accordo con voi e mostri a sei teste che ammazzano i bambini per divertimento.
    Vi ha fatto male quel sito e tutti gli altri siti di tromboni che non usano “toni forti”, ma massimo toni coloriti… cioè fanno un sacco di discorsi pieni di strepito e di furore ma alla fine dei quali i concetti espressi si contano sulle dita di un orecchio.

    Faccio inoltre notare a quei paranoici che si chiedono se le donne che hanno commentato questo articolo siano uomini in incognito prima di tutto che anche ai concetti degli uomini in incognito si può rispondere in modo costruttivo, e poi che, come ha giustamente notato Licia, ci sono tantissimi uomini a favore del femminismo, quindi perché non dovrebbero esistere donne contro?
    Infine… per curiosità… potevate dare subito della “sottospecie animale” a queste persone, così come avete fatto con me, invece avete avuto bisogno di trasformarle queste in maschi, prima… come mai?

  4. Negate che esista la violenza femminile??? Guardatevi, e leggete le schifezze che scrivete, voi ne siete l’ESEMPIO LAMPANTE, la dimostrazione lapalissiana. Tra l’altro negare che una donna possa avere una forma di pensiero autonoma dal vostro sterile e polemico appiattimento da gregge è offensivo per le donne stesse, che mediamente hanno un livello di intelligenza decisamente superiore al vostro (per la fortuna dell’umanità intera). Ma nascondetevi pure dietro lo schermo di un pc care mie, che è meglio!!!

  5. @ Licia: il tuo linguaggio è così schifoso e volgare, che ti commenti da sola, tu, la tua violenza, la cattiveria insita nella tua persona, la malagrazia e tutti i difetti che fanno di te qualcosa più simile alla MEGERA che ad una persona di sesso femminile. Se vuoi ci incontriamo di persona, so bene chi sono e come sono fatta e sicuramente ho una vagina molto più pulita ed educata della tua. Tranquille Michela e Licia, capisco che purtroppo il vostro piccolo cerebro non concepisce che una donna possa pensarla diversamente percui l’unica spiegazione possibile è: 1) non è una donna è un uomo 2) è una malata mentale 3)va distrutta a insulti non merita di pensare, vivere, esprimersi. Questo vostro atteggiamento VERGOGNOSO dimostra esattamente quello che ho detto e cioè che la violenza non porta da nessuna parte, nè quella maschile nè, tantomeno, quella femminile di rimando, che esiste eccome quantunque a voi faccia comodo NEGARLO. Esistono donne che hanno subito molestie, verissimo, e pure altro; ed esistono uomini pure che hanno subito molestie, ed altro. ma certo a voi fa comodo vedere il mondo col paraocchi solo per quello che vi fa comodo, con la vostra ideologia molto democratica (tono ironico) riaprite pure i lagher, chè quello è il vostro principio ispiratore, il monopensiero tirannico e totailtario. Da donne come voi prendo le distanze, siete delle poverette perse nel nulla!!!

  6. Beatrice,se tu sei una donna io sono un gran pezzo di gnocca in odore di premio Oscar per la miglior interpretazione da protagonista nel 2014….mi porto avanti,posso farcela fra 2 anni,sia a doventare gnocca che attrice……..ora levati di ‘ulo per cortesia,che di fake come te ne abbiamo piene le palle (che tu nonostante sia maschio non sai nemmeno dove cercarle) e torna a giocare fuori che i tombini sono aperti! falso,schifoso….

  7. O la sedicente Beatrice ha, in realtà, i peli sul petto ed il prolasso della prostata oppure non sa leggere, non è informata, non sa distinguere neppure il bene dal male e non sa fare la differenza tra un omicidio per rapina e un omicidio perché si vuole impedire ad una donna di rifarsi una vita lasciando un uomo col quale non sta più bene.
    L’omicidio di genere, ovvero il “femminicidio” è, ovviamente, il secondo. è ciò che avviene a circa 130/140 donne all’anno solo in Italia, che vengono massacrate perché un “maschio per caso” ha deciso che essere lasciato è un affronto intollerabile e da lavare col sangue.
    Non credo esista al mondo una sola donna che non abbia subito stalking e molestie da un esemplare di imbecille maschile, di quelli che se non gliela dai devono fartela pagare, altro motivo in più per essere certa che Beatrice non ha la vagina e non sono certa che abbia neppure gli occhi, visto e considerato che ci sono tantissimi uomini che sanno perfettamente cosa sia la violenza di genere e si occupano del problema tanto quanto le femministe e, anzi, a volte persino di più.
    Femminismo a Sud usa toni forti, a volte di difficile comprensione per menti semplici o non preparate all’argomento e questo perché noi donne consapevoli siamo veramente stufe, veramente e seriamente allarmate, seriamente indignate per tutto questo sangue che scorre e per il lavoro terrificante che certi uomini fanno per negare l’esistenza della violenza di genere.
    Ci sono cose di cui non si può parlare con delicatezza e poesia perché le donne non vengono trattate tutte con delicatezza e poesia, cari travestiti virtuali.

  8. @ Barbara: ribadisco… sebbene sia bagliato strumentalizzare la morte di una ragazza per farne il simbolo di qualcosa che alla suddetta ragazza non apparteneva, mi è bastato leggere qualche post di “Femminismo a Sud” per andarmene profondamente disgustata. Lo ripeto: a questo punto le signore di Femminismo a Sud non sono affatto migliori, nè nel linguaggio, nè nei modi, nè in quello che perseguono dei “maschilisti” più beceri (anch’essi da condannare, ovviamente). Tutti lontani anni luce da quella cosa che dovrebbe chiamrsi CIVILITA’.

  9. Proprio perché stiamo parlando del dolore di un padre per la figlia uccisa da un individuo con in testa la stessa melma del cosiddetto Francesco e del cosiddetto Beatrice, eviterò il turpiloquio che questa sottospecie animale mi ispira naturalmente.
    Licia, Maria, Barbara ed altre/i qui sopra usano la loro saggezza e la loro pazienza per spiegare a chi ancora non li conoscesse, chi sono gli ispiratori di queste pagine: picchiatori di mogli e amici di pedofili che, forti anche di un’azienda di software (che a suo tempo non disdegnava produzioni pornografiche), esercitano il loro potere di frustrati che non sanno amare le donne, aprendo centinaia di pagine FB, clonando blog e siti web, attaccando chiunque osi porsi il problema dei diritti delle donne.
    In realtà ogni persona normale se ne potrebbe sbattere altamente delle farneticazioni di questi ritardati mentali, in fondo c’è così tanta gente che farnetica nel web! Da uomini invece dobbiamo e vogliamo occuparcene. Non solo perché il loro linguaggio e le loro azioni contribuiscono a rendere “normale” qualsiasi azione violenta nei confronti delle donne (e questo ovviamente sarebbe già abbastanza per occuparcene) ma perché questi sono il passato che impedisce qualsiasi sviluppo della nostra società. Sono coloro che vorrebbero fare a meno delle risorse di intelligenza e di creatività di più del 50% della nostra popolazione, che ancora ritengono che metà della popolazione debba essere solo carne da cucina e da letto. Sono vecchi marci che imputridiscono ogni tentativo di sviluppo di una società sana ed equilibrata. E allora, queste sottobestie sappiano che noi sappiamo benissimo chi sono, sotto qualsiasi nome, gonnella o bikini si nascondano. Non ingannate né le donne né gli uomini, che il vostro tanfo di non-uomini lo sentiamo da lontano e non vi lasceremo spargere ulteriormente la vostra bava schifosa.
    Al babbo di Stefania un grande abbraccio. Che abbia la certezza che noi uomini e donne non lo lasceremo solo col suo dolore e che difenderemo la memoria di sua figlia come fosse nostra figlia.

  10. Salvatore Pitruzzello
    Uh! Ho dato un’occhiata al “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”.
    Indubbiamente un ‘progetto politico’ con ‘pensatori’ che usano la tipica strategia della corroborazione di cio’ in cui si crede (si puo’ sempre corroborare …) e dell’inferenza da casi specifici per generalizzare alla ‘popolazione’ (popolazione nel senso statistico).

    E comunque ho anche visto che ci sono molti gruppi con esponenti per cui si usano aggettivi come ‘prestigiosi’, ecc., nel definire le loro qualificazioni accademiche. Non e’ il mio campo, e non conosco la gerarchia di ‘prestigio’ delle riviste — ma non sarebbe male controllare e controbattere … (non che il prestigio sia sempre un bene … puo’ infatti non far affermare idee nuove …). E’ allucinante come nessuno dei nomi che ho controllato ha pubblicato qualcosa che assomigliasse a uno studio serio (anche se buttano nomi qui e li per giustificare le proprie credenziali — come una volta si faceva con Aristotele … “come diceva Aristotele … per cui se lui non sbagliava non sbaglio neppure io”.

    Comunque non e’ solo problema italiano … negli USA c’e’ da rabbrividire con i conservatori sociali, e spero proprio che Obama ce la faccia cosi’ si hanno 4 anni in piu’ per veder morire certa gente … anche se le nuove generazioni sembrano essere piu’ pericolose …

  11. Ovviamente Lorenzo ha colpito nel segno, anche perchè ormai si conosce il modus operandi del frequentatore abituale di NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE.
    Caro frequentatore, se non vuoi essere scoperto tutte le volte, cerca di cambiare almeno il “template” per le tue risposte….ormai ti si smaschera subito.
    Almeno non insultare la nostra intelligenza

  12. A proposito di informazioni corrette: i commenti dal numero 8 al numero 12 compresi sono palesemente dei fake, come si vede dall’identico linguaggio usato, dall’unico obiettivo di fondo, e dall’OT in comune che hanno. In più, non dicono una sola parola sulle pagine di screenshot raccolte nel post, tanto per deviare l’attenzione da lì.
    Non ci sono neanche più i troll di una volta, questi sono a livello di Gianni&Pinotto.

  13. ringrazio luisa betti per aver pubblicato l’articolo di femminismo a sud. gli ultimi commenti che ho letto confermano che c’è ancora tanto lavoro di sensibilizzazione da fare per far comprendere a donne e uomini la gravità della situazione e per dissociarsi e condannare le dichiarazioni di questi maschilisti rancorosi e pericolosi! quindi luisa, femminismo a sud e altr* continuate nel vostro lavoro!

  14. Cari Beatrice e Francesco,
    ammesso che siate in buona fede e realmente esistenti, stiamo parlando di un fenomeno di cyberstalking, e di prove ne abbiamo a palate, a partire dalle stesse ammissioni dell’admin e di altri -come definire qualcuno che difende per principio pedofili, assassini e stupratori solo se maschi?- misogini, che lodano l’idea di dare un titolo non coerente con i contenuti di un sito ‘perchè altrimenti le donnette stupide non si iscriverebbero’.
    I signori indicati nell’articolo da anni non fanno altro che copiare i domini di siti femministi esistenti riempiendoli di calunnie e incitazione all’odio contro il genere femminile, clonano profili di persone reali spacciandosi per loro e scrivendo nel web bugie a nome altrui all’unico scopo di fomentare odio. Vi sembra normale? Vi sembra il comportamento di una persona in buona fede? In genere chi combatte le discriminazioni non va in giro a fare i processi alle intenzioni delle vittime di omicidio. Per tacere della diffamazione via internet ai danni di persone reali, che si sono viste dedicare articoli deliranti; un uomo impegnato nel sociale è stato addirittura additato come pedofilo perchè gestiva una pagina scomoda (da loro clonata) e poi fatta chiudere…Le prove le abbiamo, non confondete la pazienza delle persone civile con stupidità, tutto ha un limite.
    Inoltre sorge spontaneo domandarsi perchè qualcuno, per sostenere una causa che ritiene meritevole, debba camuffarne lo scopo e gli obiettivi con sofismi da quattro soldi e giri di parole? Non ha molto senso…se si è in buona fede ovviamente. Altrimenti diventa lecito nascondersi dietro ‘battaglie giuste’ per cercare di far regredire il paese e diminuire i diritti di gran parte della popolazione. ?Marketing’ lo chiamano, e in nome del marketing sfruttano le vicende che hanno più colpito la gente per cercare di lavare il cervello delle persone poco informate.
    Se per voi dire che le donne uccise ‘se la cercano’, che Stefania Noce merita ricordo solo perchè assieme a lei è stato ucciso il nonno, che le femministe dovrebbero morire (spesso identificando ogni donna come femminista, ergo meritevole di botte/morte per giustificare i criminali) è normale e sano, vuol dire semplicemente che approvate la discriminazione sessuale e i reati commessi dai gestori delle pagine in questione, quindi il vostro ‘disgusto’ è solo motivo d’orgoglio per chi combatte per i diritti umani.
    Avessero almeno il gusto di non speculare ed infangare i morti, la rabbia dei familiari non solo è legittima, ma anche troppo contenuta.
    Vergogna.

  15. Femminicidio??? Che significa? Ma vergognatevi, siamo nel Terzo Millennio è necessaria un’evoluzione MENTALE affinchè si inizi a parlare di violenza alle PERSONE oppure anche voi, mi spiace, state seminando il seme del RAZZISMO. La discriminazione positiva è foriera di ulteriori, odiose discriminazioni volte a parcellizzare la società in sottocategorie ammettendo implicitamente che alcune di queste siano “superiori” o “inferiori” per una loro intrinseca natura. Sono delusa da tanta arretratezza “femminile”.

  16. la notizia è che una pagina facebook chiaramente antifemminista e che nega quotidianamente il fenomeno della violenza sulle donne imputandolo alle stesse vittime (sempre ex mogli cattive con i padri separati) osi utilizzare il nome di una ragazza uccisa dal suo fidanzato, femminista e senza alcun dubbio assolutamente contraria, come il papà di Stefania ha segnalato, a che il suo nome potesse essere utilizzato in circostanze del genere (mi pare che su come la pensi il papà di Stefania non vi sia alcun dubbio, no? o vi è sembrato platealmente sereno di fronte a tutto ciò?). La notizia è che ci sono persone che hanno a cuore il fatto che il nome di Stefania resti fedele alla sua storia e che non sia mai utilizzato per creare pagine in cui poi passeranno contenuti maschilisti che diffamano le donne. Chi sono e cosa fanno quelli che gestiscono quella pagina facebook sta scritto qui: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/01/17/stefania-noce-non-in-suo-nome-aggiornamento/
    e per il resto l’esercito di squadristi maschilisti e di finte donne che vengono a commentare ogni volta che c’è da parlare male di femministe è una cosa nota e arcinota e non ci casca nessuno.

  17. Conosciamo benissimo i mezzi e le consuetudini estremamente sleali di uomini ideologicamente legati al movimento neomaschilista, adoranti di siti come Uomini3000 e metromaschile, che hanno giurato vendetta sulle femministe, che accusano per la propria incapacità di avere un sano rapporto con le donne.
    Non credete a certi commenti “femminili”. Sono scritti da uomini che da ormai un decennio usano falsi profili femminili per avvalorare le loro tesi. Una volta scoperti hanno persino ammesso la loro reale identità. Il guaio è che, non avendo donne che realmente si schierino sulle loro posizioni, usano finte donne contro la stessa questione femminile e con i loro falsi profili abbindolano un sacco di scemoni per farli aderire alle proprie pagine.
    Le false pagine su Stefania Noce non erano pagine strappalacrime, anzi, erano voluti insulti alla sua memoria perché create allo scopo di diffondere articoli (scritti sempre dagli stessi individui su siti collocati sempre sugli stessi server) che propagandano proprio le idee CONTRO le quali Stefania andava.
    Non proseguite oltre, quindi, in questa disperata difesa di un doloso oltraggio alla memoria di Stefania perché la sua famiglia e i suoi amici non lasceranno passare una simile mostruosità.
    Le pagine che usano il nome di Stefania per altri sporchi fini vanno chiuse e basta, altrimenti penso che si proseguirà per vie legali.

  18. @Francesco:

    no, non diciamo “maschilisti” SOLO perché è “gente che non è d’accordo con Femminismo a Sud”. Diciamo “maschilisti” per i mille altri motivi “maschilisti” di cui è foriera quella pagina e quelle ad essa correlate e che puoi trovare nell’articolo che hai appena commentato.

    La pagina su Stefania Noce non era solo “strappalacrime”, è una pagina che depenalizza e giustifica la violenza e il femminicidio, che crea confusione con le strutture che possono aiutare davvero le donne in queste situazioni, è anzi una pagina contraria ai centri antiviolenza. Insomma una pagina che depenalizza e giustifica il femminicidio che usa una donna uccisa dall’ex fidanzato, hai capito adesso?

  19. Signora Luisa Betti, è corretto riprendere acriticamente gli attacchi di un blog femminista? O forse la deontologia professionale del giornalismo imporrebbe di sentire entrambe le versioni, specie quando si sparano accuse del genere travisando i fatti?

  20. Femminismo a Sud fa della guerra tra i sessi il suo principio ispiratore e voi lo lodate??? Non state bene nemmeno voi del Manifesto, dunque.

  21. Scusate ma portare il blog suddetto come esempio di buon comportamento, educazione e imparzialità è come dire che Hitler era una brava persona. Mi meraviglio del Manifesto, francamente, sono una donna e posso testimoniare che chiunque tenti di controbattere con argomentazioni pacate con queste signore (che poi sono sempre le stesse che seminano propaganda spiccia ovunque nel web oltre che ad inneggiare alla violenza contro gli uomini) viene preso di mira, insultato e fatto oggetto di pesanti azioni di ritorsione a mezzo internet. Chi combatte la discriminazione con un’altra e più pesante discriminazione non è certo migliore chi quelli che critica. E il fatto che il Manifesto ne faccia un cavallo di battaglia mi dà il voltastomaco. Davvero sono profondamente disgustata.

  22. Ok… sono riuscito a ricostruire un po’ i fatti. La notizia va leggermente riformulata, partendo dal chiamare le cose col loro nome. Non diciamo “maschilisti”, perché stiamo parlando semplicemente di “gente che non è d’accordo con quelli di ‘Femminismo a Sud’”, e non diciamo “diffamazione” ma perché quello che ha fatto arrabbiare il padre di Stefania Noce è stato l’apertura di una “pagina strappalacrime” che parla di sua figlia.

    In soldoni, uno che non è d’accordo con quelli di “Femminismo a Sud” ha aperto una pagina strappalacrime su Stefania Noce e il padre se l’è presa.

    Anzi, visto che il fatto di essere nelle grazie di questo o quel sito è un’informazione superflua, la notizia diventa: “Padre di donna uccisa indignato per pagina stappalacrime che parla di sua figlia.”.

  23. Ma qualcuno mi vuole spiegare di che abuso stiamo parlando? No, perché finora le uniche strumentalizzazioni le ho viste su siti e blog di ispirazione femminista, e dubito che quelli che protestano si riferiscano a quelle, visto che sono gli stessi che le fanno… L’unica prova di strumentalizzazioni da parte di altri siti dovrebbe essere rappresentata da un paio di frasi senza alcun nesso logico tra loro urlate da una persona su una pagina di FacciaLibro. Questa persona è il padre di una ragazza morta, non questo non fa di dette urla senza logica una prova valida.
    E tutto ciò che viene affermato senza prove può essere negato senza prove, giusto?

  24. Carissime di Un altro genere di comunicazione, ho già messo la rettifica nel pezzo specificando che si tratta del clone del vostro sito, e ho messo anche il link che riporta alle vostre pagine. Mi sembra che così siamo a posto.

  25. Gentile Luisa Betti,

    scrivo sul blog “Un altro genere di comunicazione” (http://comunicazionedigenere.wordpress.com/) volevo segnalarle che ha citato uno dei nostri cloni. Quello che lei ha segnalato è uno dei tanti blog che usano nomi di altri blog -che trattano tematiche di genere- per divulgare messaggi opposti a quelli che comunichiamo noi dalle nostre pagine. Quel blog che lei ha linkato potremmo paragonarlo alla pagina “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”, ed è proprio questo blog (come tanti altri) che hanno coniato l’inestistente termine “nazifemminismo”. La pregherei quindi di correggere il link; innazitutto per non vedere sminuito il lavoro che ogni giorno svolgiamo dalle nostre pagine e secondo – e non meno importante- perchè non vorremmo essere associate a quel genere di contenuti, opposti ai nostri ideali.
    Cordiali saluti
    Faby (Un altro genere di comunicazione -quello vero- http://comunicazionedigenere.wordpress.com/)

  26. Si certo, però può sembrare un pò ambiguo se magari puoi farci il favore di specificare che è un nostro clone te ne sarei grata, anche per sottolineare di più il fatto che è un nostro clone che utilizza il nostro nome sia su fb che in rete.
    Grazie mille e scusa per il disturbo!
    Pina

  27. Certo Pina, quello che abbiamo citato è l’ennesimo clone e non c’entra nulla con voi, infatti il link si riferisce al sito di cui si parla nel pezzo, voi non siete assolutamente coinvolte. Posso mettere una paretesi di specifica su questo ma come ben puoi vedere non c’è assolutamente possibilità di fraintendimento dato che c’è il link che riporta all’atro sito, e non al vostro. Grazie

  28. Il blog comunicazione di genere, quello vero, non è quello che voi avete linkato bensì questo https://comunicazionedigenere.wordpress.com/
    il vostro link riguarda un nostro clone dal quale noi prendiamo le distanze non condividendone i contenuti. Perciò vi chiediamo di correggere l’errore. nel nostro blog non viene trattata la tematica nazifemminista. basta fare un giro nelle pagine per capire.
    Grazie
    Pina(un altro genere di comunicazione)

  29. Veramete allucinante. Grazie a femminismo a sud. Volevo segnalare che questi “signori” hanno anche clonato altri siti, del tipo centriantiviolenza.eu, .com e .it…andate a vedere le schifezze che scrivono!

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