Discriminazione

Paura quotidiana nella metro di NYC

C’è chi viene molestata mentre raggiunge la piattaforma del treno, chi è costretta a guardare un uomo mentre si masturba nel vagone vuoto, o chi rimane vittima di uno stupro. Non è un posto dimenticato da dio, ma il civilissimo Occidente, e per la precisione i trasporti pubblici di New York. Secondo uno studio che risale al 2007 circa il 63% dei newyorchesi hanno subito molestie sul trasporto pubblico e anche se nella maggioranza, il 98%, sono donne, nel mucchio ci sono anche uomini soprattutto gay e transessuali. Le donne molestate di solito si astengono dal denunciare le molestie perché hanno paura di non essere credute e di non essere prese sul serio dalla polizia, o anzi hanno addirittura di essere incolpate qualora reagiscano alle tentate violenze. La gamma delle aggressioni vanno da sguardi insistenti e pesanti apprezzamenti verbali, alla masturbazione pubblica, aggressioni fisiche fino a palpeggiamenti, ma anche violenza sessuale, stupro e omicidio. Le storie invece si possono leggere nel sito Hollaback! che offre una mappatura della città ma anche un forum dove le donne e gli uomini possono inviare le loro brutte esperienze sui treni e  metropolitane. Il sito però non è solo su New York ma comprende anche la mappatura dei trasporti pubblici “pericolosi” di altre città del mondo comprese storie raccontate dalla penna delle persone che hanno subito molestie o violenze sui trasporti in Argentina, Cile, Messico, Gran Bretagna, Francia, Germania ma anche India e Turchia, con un totale di  45 città in 16 paesi diversi con testimonianze scritte in 9 lingue diverse. Il sito incoraggia la gente a raccontare la propria esperienza e a denunciare quello che succede nelle proprie aree per incoraggiare maggiori controlli delle forze dell’ordine. Il 5 novembre di quest’anno un convegno dal titolo “Talking Back: Facing Gender Violence on NYC Transit” si è svolto al NYC’s Hunter College, con Emily May, direttrice di Hollaback!, Jerin Afria, presidente della National Organization for Women Young Feminist Task Force, Hilary Nemchik, presidente per la Domestic Violence Task Force nella zona di Manhattan, Susan Moesker, coordinatrice della Community Violence, e il Professor Gail Garfield del John Jay College.

2 risposte »

  1. er dovere di cronaca, gli stupri, tentati o riusciti, nelle stazioni e nelle metro del mondo sono tantissimi, e non avvengono solo nelle ore notturne ma anche diurne. Ed è una emergenza che ancora non è ben valutata. Al di là di ciò una donna ha il diritto di non avere paura di tornare a casa con trasporti pubblici, soprattutto a orari serali quando magari esce da lavoro, o avere il terrore perché ha una figlia adolescente che ogni volta che torna a casa può rischiare un’aggressione, tutto ciò è una limitazione fortissima della libertà della persona. Non solo, ma anche palpeggiamenti e molestie sono una grave lesione perché la persona può “non avere piacere” a ricevere quelle che forse nella testa di qualcuno possono sembrare “attenzioni”, quindi è una violenza, compreso il fatto di essere costretta a guardare uno sconosciuto mentre si masturba. E non è certamente un problema di pudore.

  2. Va bene il tema è imbarazzante e mi fa arrossire … anyway … vado. Io tanti
    anni fa un paio di volte fui toccato, con significato inequivocabile, da una
    ragazza, in un luogo neanche tanto affollato a Roma. Dovrei dire che era una
    cattiva persona e che la mia sfera intima fu violata e che fu una molestia? Sarò
    un superficiale ma per me è un bel ricordo nonché motivo di vanto.

    Per un uomo è diverso, dirà qualcuno … allora sentite quest’altra. Tre amiche
    chiacchierano la prima dice mi hanno palpato che schifo ; la seconda ribatte
    ieri ero in coda a teatro uno mi ha toccato, il porco. La terza dice: non mi ha
    mai molestato nessuno … sono proprio fortunata … Certi racconti di molestie
    subite sono il corrispettivo femminile delle vanterie sessuali degli uomini.

    Se A tocca il fondoschiena a B in un luogo affollato, se lo fa con classe senza
    dare nell’ occhio e a B piace bene altrimenti B si sposta un pò così che A
    capisce che era importuno/importuna e smette … col rischio che B allora dica
    “brutto porco … perché hai smesso!” , insomma che ci sia stato un quiproquo 😉

    A parte scherzi, si sa molti uomini e donne anche anziani sono senza partner,
    nelle città a volte il tempo non passa mai la monotonia uccide, serve anche il
    batticuore. Non porta malattie non fa nascere bambini dà gioia di vivere e quel
    pizzico di paura complice con adrenalina; nella vita la TV non basta, se piace a
    entrambi è innocente che male fanno.

    Paura … beh che ti si masturbino davanti mi sembra eccessivo comunque non
    diventiamo beghini è una questione di buon senso e di tolleranza. Fare una
    caccia alle streghe è sessuofobo ed è un favore ai molestatori veri.

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